L'Osservatorio Permanente Giovani - Editori e la Fondazione O'Scià sono impegnati in un nuovo progetto comune, chiamato "Un solo mondo", con l'obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni di italiani ai temi dell'immigrazione, dell'accoglienza e dell'interazione tra culture.
Lo ha anticipato questa mattina al convegno "Giovani Lettori, Nuovi Cittadini" il cantautore Claudio Baglioni, fondatore e promotore della Fondazione O'Scià, da otto anni impegnata a Lampedusa nella sensibilizzazione verso il tema dell'immigrazione clandestina.
"Già negli anni scorsi abbiamo collaborato con Andrea Ceccherini e con l'Osservatorio Permanente Giovani - Editori in un progetto di grande successo intitolato Clan-Destino - ha proseguito Baglioni - che ci ha dato la dimostrazione concreta di come si possa lavorare con successo con i ragazzi italiani sul fronte dell'integrazione. Partendo da quella felice esperienza intendiamo proseguire con un progetto che dia un contributo a fare di un solo mondo, spesso fatto di persone sole, un unico mondo in cui ognuno vive una vita migliore. Questo è il fronte su cui sono pronto ad impegnarmi a fianco di Andrea Ceccherini e della sua organizzazione".
Claudio Baglioni ha anche ripercorso la storia di O'Scià, "un termine dialettale di Lampedusa che significa fiato mio; la massima espressione di amore che una madre Lampedusana può dire al proprio figlio. O'Scià è nata da un forte sentimento di disagio che ho provato anni fa nel trascorrere le vacanze estive a Lampedusa sapendo che poche onde più in là si stava consumando un dramma umano senza fine. Ho sentito così l'esigenza di aggregare un gruppo di amici, di artisti, che potesse accendere un faro su questo tema con l'unico strumento che abbiamo: la nostra capacità di cantare. Di qui è nata una piccolissima manifestazione su una spiaggia di Lampedusa che, dopo otto anni, è diventata un modello internazionale".
"Quella delle parole è una vera e propria scienza - ha concluso Baglioni - e per questo è importante trovare le parole giuste per descrivere un fenomeno. Personalmente, a integrazione e inclusione preferisco interazione, perché sono convinto che la convivenza tra culture diverse nasce proprio dalla capacità di interagire".