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La lettura del quotidiano nel percorso degli universitari: la consapevolezza rende esigenti

di Livia Cadei, Docente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore

Disporre di una risorsa ricca di informazioni quale è quella che viene proposta nelle aule universitarie attraverso la lettura dei quotidiani è un’opportunità didattica interessante, che stimola la riflessione pedagogica e didattica.

La proposta nasce dall’impegno ad avvicinare le generazioni più giovani ad una lettura critica di quanto accade nel mondo, sapendo porre buoni interrogativi sulle possibilità di accesso alle notizie e favorendo il processo di costruzione di significati.

Tuttavia, introdurre i quotidiani nei corsi accademici, anzitutto significa ampliare gli strumenti culturali disponibili per la didattica. Non si tratta però semplicemente di aggiungere la lettura dei quotidiani, alla trasmissione orale del docente o alla lezione contenuta nei libri. È interessante riflettere sul ruolo di un oggetto culturalmente non ordinario a priori nell’ambiente universitario. La sfida culturale, allora, richiede di osservare quale spazio possa trovare questo strumento di ‘minore’ legittimità tra la “cultura consacrata”, se non si vuole correre il rischio di banalizzarne l’impiego.  

In questo modo, l’università non si propone con la funzione esclusiva della trasmissione del sapere, ma sempre più come spazio disponibile di integrazione dei saperi e di accompagnamento alla costruzione di percorsi riflessività.

In secondo luogo, proporre la lettura dei quotidiani nell’aula degli Atenei significa irrompere con tempi e linguaggi imprevisti nelle aspettative dei giovani universitari. Attenti alle notizie, sempre connessi con dispositivi in grado di presentare in tempo reale ciò che avviene in tutto il mondo, tuttavia i giovani sono poco abituati a reperirle sulle pagine dei giornali, a pazientare e sostare sulla pagina, a sfogliarla e a confrontare opinioni ed a ricercare fonti diverse. Considerato il cambiamento delle pratiche culturali degli studenti dall’avvento di internet, è interessante ragionare con loro sulla scelta delle notizie che li impressionano e li interpellano, quindi lavorare sulle loro curiosità e motivazioni.  

La proposta di lettura del quotidiano in aula allora è quella di un capitale informativo articolato, che può aprire alla sperimentazione di ipotesi e percorsi nuovi. La stampa offre un patrimonio ampio di informazioni su molteplici temi e questioni che la proposta didattica può rileggere attraverso linguaggi, strutture teoriche e specifiche metodologie delle discipline accademiche. La disponibilità di notizie non prevedibili, ma al tempo stesso strutturate attraverso il lessico giornalistico, si presta quindi, ad una lettura che interroga i saperi, le logiche e le argomentazioni disciplinari.

La comprensione critica circa le categorie adottate dalla stampa, le tecniche da loro impiegate per costruire messaggi e produrre senso, i generi e i linguaggi specifici, promuovono una formazione che si attesta più come co-produzione di conoscenza. In questo quadro, in cui si possono articolare visioni talvolta divergenti, docenti e studenti sono impegnati in un lavoro per accostarsi ai discorsi e alle loro verità. Il confronto e il disaccordo sono validi ed opportuni strumenti per favorire l’emergere di diverse rappresentazioni. In gioco è la costruzione della conoscenza e le configurazioni argomentative. Ciascuno è condotto a riconoscere le interpretazioni degli altri come punti di vista degni di interesse, a priori legittimi come i propri. Si profila così un’importante funzione formativa almeno in due direzioni. La prima attiene alla capacità di lavorare con i problemi e la seconda riguarda la promozione dei processi di riflessività.

A pieno titolo la lettura dei giornali è parte della didattica universitaria che sostiene il processo di costruzione dei problemi come capacità critica di identificare le problematiche sottese alle questioni. Attraverso la capacità di problematizzare si restituisce al sapere il suo carattere operante, facendo accedere quanti sono coinvolti nel processo non solo a livello delle soluzioni, ma anche a quello dei problemi e della loro costruzione. L’accompagnamento offerto dal docente si inserisce nella direzione di un sostegno al processo di lavoro con le questioni problematiche. Problematizzare però è un’operazione esigente e difficile che non può essere ridotta alla semplice attività di porre domande o dibattere.

In questo modo, l’attenzione del docente è orientata ad avviare una logica di ricerca, che attiva una messa in circolo di teoria e prassi, tra bisogno di approfondimento e vaglio della solidità teorica delle argomentazioni da proporre in gruppo.

Inoltre, con la lettura critica dei quotidiani in aula ci si può interrogare sulle possibilità di sviluppo della riflessività negli studenti. La proposta del quotidiano in aula si qualifica come pratica funzionale a collocare le persone in formazione a diretto contatto con le fonti di informazione. Si tratta di una necessità di ordine pedagogico che predispone gli studenti in modo diretto sul terreno dell’accomodamento riflessivo delle conoscenze. Per il docente si tratta di accompagnarli nel delicato e affascinante percorso di interrogazione al sapere, sia in merito al suo statuto sia alla validità disciplinare. La riflessività quindi procede attraverso un doppio movimento tanto pratico che si manifesta con formulazioni inedite, quanto teorico che appare come possibilità di immaginare itinerari e strumenti concreti per validare le conoscenze disciplinari.

Come sottolineava bene il prof. Cesare Scurati, ci sembra che introdurre la lettura del quotidiano nel percorso degli universitari “assume il problema della compatibilità fra la “forma scolastica” ed un insieme di apprendimenti che non si restringe alla pura sfera del sapere, ma implica la dimensione dei valori degli atteggiamenti e delle scelte (….) e ci si può muovere in un contesto culturale che non si regge più su principi di omogeneità ma sembra esplodere in una serie di direzioni sempre più disarticolate tra loro”[1] (p. 5). In particolare, riteniamo che instaurando processi di riflessione ed elaborazione critica si possa promuovere negli studenti una consapevolezza, una consapevolezza che rende esigenti!


[1] C. Scurati, “Nuovi compiti, nuova formazione”, in Osservatorio Permanente Giovani-Editori (a cura di), Il quotidiano in classe, La Nuova Italia, Firenze, 009, p. 5.