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Bodoni: il segno italiano, moderno per tradizione

“Bodoni: il segno italiano, moderno per tradizione”, una due giorni che ha avuto luogo a Parma, nella splendida cornice del Teatro Regio di Parma, il 29 e il 30 novembre 2013. Quattrocento ragazzi per guardare al futuro. Un messaggio di fiducia arrivato dalla testimonianza e dalle esperienze di grandi nomi che, nonostante le difficoltà, ce l’hanno fatta. ha colto nel segno. L’idea di questa due giorni, promossa dall'Osservatorio Permanente Giovani-Editori, presieduto da Andrea Ceccherini, insieme alla Fondazione Cariparma, è stata quella di fare una sorta di passeggiata nel tempo, dalla fine del ‘700 fino ai giorni nostri, per trovare le origini dell’eccellenza italiana e capire come  si possa costruire il futuro del nostro Paese grazie alla sua arte, a suo ingegno e alla sua cultura. I grandi nomi dell'imprenditoria, della comunicazione e del design si sono ritrovati, con i ragazzi protagonisti de "Il Quotidiano in Classe", per le celebrazioni del bicentenario dalla scomparsa di Gianbattista Bodoni. Quello del grande stampatore è stato - come cita il titolo della 'due giorni' di Parma - “Il segno italiano, moderno per tradizione”. Un elemento senza tempo, dal quale ripartire per costruire un futuro fondato sul saper fare italiano.

"La grande forza dell'Italia - ha sottolineato Massimo Vignelli, designer e vera eccellenza italiana, nel corso di un'intervista registrata a New York, scomparso nel 2014 - è la capacità di lavorare con sapienza artigiana, con una costante cura del dettaglio. Quello che stiamo vivendo è un momento fantastico, nel quale abbiamo la possibilità di fare il meglio o il peggio di quanto sia mai stato fatto".

I lavori del convegno di Parma - coordinati dall’editorialista del Corriere della Sera, Dario Di Vico – sono proseguiti nel corso della seconda giornata con altri grandi nomi: dall’allora direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, a quello della Gazzetta di Parma, Giuliano Molossi, fino al direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi ed all'Amministratore Delegato della Gazzetta di Parma, Matteo Montan. Riuniti, insieme agli studenti, nella convinzione che, in un periodo storico come quello che l’Italia vive, ripartire dalla base di personaggi ed arti che hanno fatto la storia del nostro Paese può davvero rappresentare una solida base per ripartire. Uno “scatto” che si può fare sulla base di esempio come quello di Gianbattista Bodoni, che, fino dalla sua nascita, nel 1740, ha precorso i tempi. E che, dopo la sua morte (nel 1813) non ha smesso di vivere, attraverso l’arte ed il carattere capaci ancora oggi di rincorrere la modernità.

 

 



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