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venerdì, 14 Luglio 2017 Università: studiare all’estero

Ecco alcuni consigli per frequentare senza problemi una delle tante università straniere

Quella di studiare all’estero, di frequentare un’università straniera, è un’opportunità davvero importante e per farlo bisogna sapersi muovere per tempo. La sezione scuola del corriere.it ha raccolto alcuni consigli utili per prendere tutte le informazioni del caso (dai test d’ingresso alle certificazioni linguistiche) su quelli che sono i paesi e gli atenei più gettonati.

La prima informazione utile riguarda i tempi di preparazione e organizzazione per iscriversi ad un'università straniera. Servono dai 15 ai 18 mesi per districarsi tra tutte le opportunità, decidere e preparare la documentazione, per cui bisogna iniziare a muoversi almeno un anno e mezzo prima dalla maturità. Anche il form d'iscrizone al college in genere deve essere compilato nei 10-12 mesi precedenti il corso, quindi muoversi per tempo risulta fondamentale. Tanto più se si intende candidarsi ad una facoltà Oltreoceano: in quel caso occorre anche un visto, che richiede ulteriori mesi di attesa. Spesso il rilascio di un visto è accompagnato da un colloquio in ambasciata.

È uno dei primi «ostacoli» da superare: molte università richiedono la conoscenza della lingua del luogo, e quindi bisognerà allegare alla richiesta di iscrizione l'attestato di conoscenza della lingua. Per l’ammissione in università e college in Gran Bretagna, Irlanda, Australia, Canada, N. Zelanda e US bisogna avere lo Ielts-International English Language Testing System- solitamente in versione Academic, conseguito con risultati discreti (almeno 5.5 ma può essere superiore in base al tipo di università). L'esame andrà quindi sostenuto almeno 12-14 mesi prima rispetto alla domanda di iscrizione al college. Ovviamente le certificazioni variano in base ai Paesi: ad esempio, bisognerà avere il TCF, DELF o DALF per il francese, il DELE per lo spagnolo.

Se si decide di frequentare l'università in un altro paese dell'Ue, in qualità di cittadino dell'Unione si ha diritto a pagare la stesse tasse universitarie dei residenti. Tuttavia, questa parità di trattamento non si applica né ai prestiti né alle borse di sostegno o mantenimento. Alcuni Paesi, però, possono scegliere di propria iniziativa di concedere borse di mantenimento a studenti stranieri. Se si va a studiare all'estero, le autorità del proprio paese d'origine possono decidere di concederti una borsa di mantenimento. Anche in questo caso, è opportuno chiedere al ministero dell'Istruzione se esiste una possibilità del genere, e attivarla per tempo.

I paesi dell'UE possono stabilire liberamente le proprie norme riguardanti il diritto alle prestazioni e ai servizi. Per esempio, se si richiede assistenza medica nel paese in cui si vive attualmente, è probabile che non si abbia diritto agli stessi servizi di cui si può usufruire nel proprio paese di origine e allo stesso prezzo. Per evitare problemi e spiacevoli malintesi, è meglio informarsi sul sistema previdenziale del paese in cui ci si deve recare oppure contattare l'apposito sportello nazionale. Ne esiste almeno uno in ogni paese dell'UE ed è in grado di rivelare se si ha diritto al rimborso e se sono previsti dei massimali.

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