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venerdì, 08 Ottobre 2010 Il senso di cittadinanza nei giovani? Più sviluppato nei protagonisti del progetto “Il Quotidiano in Classe”

Tanta voglia di fare, sperimentare e investire in una solida preparazione alla base dell'aumento del senso civico e di appartenenza allo Stato: gli studenti partecipanti hanno una maggiore consapevolezza dei propri doveri.

La recente indagine (gennaio 2010) promossa dall'Osservatorio Permanente Giovani-Editori, in collaborazione con l'Istituto di ricerca GKF Eurisko, ha messo in luce come il progetto "Il Quotidiano in Classe" agevoli lo sviluppo del senso di cittadinanza dei ragazzi che partecipano.

I giovani che prendono parte all'iniziativa, più di quelli che non lo fanno, affermano di voler diventare nel corso della propria vita concreti e determinati, con tanta voglia di fare e sperimentare. Più degli altri puntano su intelligenza, motivazione, buon senso e tenacia, perché credono nell'importanza di investire in una solida preparazione e appassionarsi alle cose che fanno. Riconoscono, inoltre, l'importanza di impegnare al meglio il proprio tempo anche nel rapporto con gli amici e, soprattutto, con i genitori, senza timore di assumersi le responsabilità che ne derivano. Questo perché, nonostante si dichiarino coscienziosi, autosufficienti e con una grande fiducia in se stessi, si aprono maggiormente al confronto con gli altri (compagni di scuola, coetanei, genitori, nonni, zii e insegnanti).

La partecipazione al progetto non porta comunque a precoci adultizzazioni, ma riesce semmai a innescare un processo di consapevolezza interiore importante. Come? Agendo da fattore di educazione civica e sociale negli studenti protagonisti.

Rispetto ai giovani "non esposti" (69%), questi ultimi registrano una migliore attitudine a lavorare in gruppo (75%) e una spiccata valorizzazione del ricorso alla collaborazione. In loro cresce anche l'interesse per il bene comune, per le vicende del mondo politico e per le funzioni delle sue istituzioni; di conseguenza, si acuisce il senso civico e di appartenenza allo Stato, in primis il voto (quelli che dichiarano che al raggiungimento dell'età necessaria andranno certamente o probabilmente a votare passano da una percentuale del 76% ad una dell'85%). Ciò è da ricondurre al fatto che gli "esposti" interiorizzano meglio le regole e hanno maggiore consapevolezza dei propri doveri, piuttosto che dei soli diritti.

Pagare le tasse, aggiornarsi su ciò accade nel Paese, conoscere la storia dello Stato e le sue cariche istituzionali, essere informato sulle decisione politiche, confrontarsi con gli altri sui problemi sociali e politici, andare a votare, partecipare attivamente alla vita sociale del Paese:: argomenti non più tabù per i ragazzi de "Il Quotidiano in Classe".

 

La ricerca I giovani italiani e l'integrazione sociale degli stranieri di Gfk Eurisko



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