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lunedì, 14 Febbraio 2011 Il Quotidiano in Classe: una nuova forma di orientamento

Leggere significa anche poter scegliere con maggiore consapevolezza: ecco perchè la nostra iniziativa può contribuire a scoprire, capire e decidere.

Per gli allievi delle ultime classi delle scuole superiori la lettura e discussione del quotidiano in classe può svolgere anche un’indiretta funzione d’orientamento alla scelta della Facoltà universitaria. Infatti, dietro la lettura delle cronache (politiche, giudiziarie, sportive o culturali  che siano) è possibile scoprire le tante competenze professionali che permettono a quelle notizie di comporsi.

Ad esempio, dietro un fatto di cronaca nera si può intravedere non soltanto l’azione di magistrati e poliziotti, avvocati e investigatori, ma anche quella di chimici e biologi che analizzano le prove, di  medici e chirurghi che intervengono sulle vittime, di periti informatici o assicurativi che raccolgono indizi o risarciscono danni. Analogamente, piogge e alluvioni che ogni autunno funestano il nostro territorio oppure gli incendi che divampano d’estate interessano una grande quantità di professioni inerenti l’assetto idrogeologico del territorio oltre che la prevenzione dei disastri.

Per ogni articolo, quindi, si può enucleare l’argomento trattato e andare oltre i protagonisti dello stesso, per cercare d’osservare quanti e quali saranno le competenze da convocare, al fine d’affrontare e risolvere i problemi che l’evento determina oppure sfruttare adeguatamente le risorse che un altro evento produce.
In questo modo si susciterebbe la curiosità e forse finanche lo stupore degli studenti
, che scoprirebbero percorsi insospettabili, competenze articolate e potrebbero progressivamente avere più chiaro dove portano quei corsi di studio che leggono un po’ spauriti sulle guide alle facoltà oppure sui siti degli atenei e che – presi così in astratto – provocano soltanto confusione e senso d’inappropriatezza.

Tale percorso di lettura, poi, potrebbe essere ulteriormente arricchito sia attraverso l’ovvio collegamento con gli atenei, sempre più frequenti negli ultimi anni, sia attraverso il coinvolgimento degli ordini professionali, che spesso lamentano la distanza fra le realtà della formazione e il mondo del lavoro.

(di CARLO SORRENTINO - Professore di sociologia dei processi culturali – Università di Firenze)



news del giorno: pensieri quotidiani dall'Osservatorio

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