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venerdì, 01 Aprile 2011 Il Quotidiano in Classe: i Direttori rispondono(3)

Il tradizionale giornale di carta si sta dotando sempre più di strumenti innovativi: ma la scuola e gli insegnanti sono preparati per offrire le chiavi di questo universo ai ragazzi? La risposta di Mario Calabresi e Ferruccio de Bortoli.

Non lo so. Il punto però è che i ragazzi sono completamente immersi in quello che è tecnologia, a casa, dagli amici, in giro. Ci stanno dentro in pieno. L'importanza della scuola quindi non è tanto operare la decrittazione, ma insegnare a una lettura più approfondita e contestualizzata. E comunque secondo me il giornale non può avere la pretesa di entrare a scuola e sostituirsi ai libri di storia o di educazione civica. Il giornale deve entrare per dare l'idea che ci possono essere strumenti di comprensione del presente, per capire dove viviamo e in che contesti.
Mario Calabresi (Direttore de La Stampa)

Esiste sicuramente un digital divide che in questo caso vede avvantaggiati i giovani e che ha spinto i giornali, anche attraverso l'esperienza dell'Osservatorio a rivolgersi con un linguaggio diverso a coloro che sono nativi digitali. Dopodiché credo che il gap vada colmato grazie a un colloquio più profondo e più vasto con gli insegnanti sfruttando quella forma di reverse mentoring che è tipica delle nuove tecnologie. I giovani che insegnano ai propri docenti.
Ferruccio de Bortoli (Direttore del Corriere della Sera)

 



news del giorno: pensieri quotidiani dall'Osservatorio

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