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giovedì, 23 Febbraio 2012 La lezione d’autore di Gian Antonio Stella

“I giornali vanno letti con un pizzico di distacco”: con il giornalista e opinionista del Corriere della Sera un meraviglioso viaggio nella relatività delle notizie.

“La grande forza di Giannelli è una sola: è libero. Non è qualunquista, non è guidato da nessuno: riesce ad essere quello che è perché è una persona libera”. Così Gian Antonio Stella ha dipinto la pungente vignetta di Emilio Giannelli, sul Corriere della Sera dell’11 novembre. Da questa vignetta è partita la lettura di più (addirittura 16) giornali a confronto, nella lezione d’autore promossa dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori.

Nell’incontro con una rappresentanza dei docenti che partecipano al progetto Il Quotidiano in Classe, Gian Antonio Stella ha guidato gli insegnanti in un meraviglioso viaggio nella relatività delle notizie. Notizie di parte, notizie da guardare con sana diffidenza, notizie mai assolute: queste sono le notizie che secondo il giornalista ed opinionista del Corriere della Sera escono, quotidianamente, su tutti i giornali del Paese.

E in questo mare magnum di news ed opinioni, è fondamentale saperle leggere. Saper capire chi ti racconta quella notizia, un po’ come accade nella vita comune (al bar o in piazza) quando a ciascuno di noi raccontano un aneddoto. Spetta a noi, ha ricordato Stella, saper ponderare l’autorevolezza delle notizie che leggiamo.

Dalla Padania a Liberazione, da La Nuova Venezia al Corriere della Sera: giornali con opinioni differenti, notizie locali che paragonate agli interessi nazionali (soprattutto attuali) sembrano stridere. Giornali sfogliati insieme agli insegnanti, in una vera e propria lezione tipo del progetto Il Quotidiano in Classe.

“I ragazzi devono imparare a come viene scelta la notizia. A come viene scelta la foto di una prima pagina di un quotidiano. E’ fantastico leggere tra i giornali, andare a bighellonare tra le notizie! Ma i ragazzi devono capire che bisogna leggere i giornali sì con attenzione ma anche con ironia. Quindi – ha concluso Stella – i giornali vanno letti con un pizzico di distacco e con lo stesso pizzico di distacco bisognerebbe scriverli”.



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