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lunedì, 15 Ottobre 2012 I giovani e il multitasking: l'impiego simultaneo dei media

Secondo il Decimo Rapporto sulla Comunicazione del Censis, i giovani tra i 14 e i 19 anni usano contemporaneamente più mezzi di comunicazione

Tra i tanti dati interessanti che è possibile estrapolare dal Decimo Rapporto sulla Comunicazione del Censis/Ucsi, uno di questi riguarda un fenomeno che ormai comincia a far parte stabilmente delle nostre vite. Si tratta del multitasking: un termine, questo, preso in prestito dall’informatica per dire che gli italiani sono sempre più capaci di impiegare più mezzi di comunicazione contemporaneamente, così come un pc riesce ad eseguire due o più programmi in simultanea.

Dai dati del rapporto del Censis è evidente che siamo sempre più capaci di fare molte cose nello stesso momento anche perché abbiamo a disposizione strumenti tecnologici che ce lo consentono. Paradossalmente la rivoluzione digitale ha incrementato la globalizzazione dei fenomeni e la complessità del mondo, ma ci ha anche fornito gli strumenti per semplificarlo. Di fatto nessuno usa più solo un mezzo alla volta: leggiamo una rivista con la radio accesa, mandiamo sms mentre siamo davanti alla tv, oppure quando siamo collegati a Internet chattiamo mentre stiamo leggendo i contenuti di un sito web e contemporaneamente guardiamo i social network. E’ chiaro che l’unico mezzo che ancora richiede una concentrazione particolare è la lettura di un libro, ed è difficile che si riesca a sovrapporre con la fruizione di un altro medium.

Questa tendenza al multitasking, secondo i dati del Censis, è più accentuata tra i giovani nella fascia d’età 14-19 anni, quindi tra quelli che possono essere definiti “nativi digitali”. Cosa dicono i dati? L’88,2% di questi giovani è collegato a Facebook e il 78,5% naviga in Internet mentre chatta, il 74,3% telefona mentre guarda la televisione, e per il 57,1% di loro è normale essere davanti al pc e contemporaneamente guardare la tv, oppure il 51,5% è collegato a Facebook mentre ascolta la radio. 



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