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lunedì, 22 Ottobre 2012 Educazione civica 2.0: il tema della settimana proposto da "Il Quotidiano in Classe"

La prossima lezione settimanale in classe con i quotidiani sarà incentrata sulle differenze tra il concetto di cittadinanza e quello di sudditanza

“Il silenzio delle istituzioni e' assordante". E’ questo il commento di Andrea Ceccherini, Presidente dell'Osservatorio Permanente Giovani - Editori, a 24 ore dalle immagini del video in cui il prefetto di Napoli Andrea De Martino umilia il prete anti-clan don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, colpevole di aver chiamato “signora” e non “signor prefetto” il prefetto di Caserta, Carmela Pagano.

Il “diverbio”, andato in scena durante una riunione sul problema dei roghi di rifiuti in Campania, è stato ripreso e il video è finito sul web, sotto gli occhi di tutti. L’atteggiamento del prefetto De Martino nei confronti del parroco è sembrato molto eccessivo e ha riportato alla luce un problema importante, quello del rapporto tra cittadini e istituzioni. Per questo motivo il Presidente Andrea Ceccherini, che con l’Osservatorio ha fatto dell’educazione alla cittadinanza dei giovani la sua mission, è subito intervenuto sulla vicenda. “Un comportamento che lede il diritto di cittadinanza allontanando le istituzioni dai cittadini”, ha detto Ceccherini al Corriere della Sera. “A noi, che con il progetto “Il Quotidiano in Classe” lavoriamo con i ragazzi per rilanciare l’educazione civica, cenerentola della scuola, un video come quello del prefetto De Martino rende il compito ancora più in salita”. “Una lezione di educazione civica, in estrema sintesi, esprime questo messaggio: tratta gli altri come vorresti essere trattato tu. Ebbene, nessuno vorrebbe essere trattato come il prefetto di Napoli ha trattato il parroco di Caivano. Occorre indignarsi di fronte all’esplosione dell'arroganza da qualunque parte essa venga, a maggior ragione che mai quando essa giunge da chi istituzionalmente avrebbe il dovere di tutelare i più' deboli, che invece umili”, ha detto Ceccherini in un’intervista a La Nazione.

Per questo motivo, proprio con il progetto "Il Quotidiano in Classe", il video in questione, arriverà nelle aule per far riflettere i giovani nella loro ora di lezione settimanale  in classe con i quotidiani: "Abbiamo deciso di suggerire agli insegnanti che partecipano al progetto di dedicare a questo episodio la prima lezione della settimana, incentrandola sulle differenze tra il concetto di cittadinanza e quello di sudditanza", ha spiegato Andrea Ceccherini al Corriere della Sera. Durante la lezione (che seguirà un modello didattico sviluppato da un gruppo di formatori universitari guidati da Carlo Sorrentino, docente di Sociologia dei Processi Culturali all’Università di Firenze, di cui tra poco pubblicheremo qui un video rivolto agli insegnanti su come affrontare in classe l'argomento) gli studenti vedranno il video e lo commenteranno insieme agli insegnanti.

Oltre al confronto in classe, sarà possibile capire le reazioni dei ragazzi a questa vicenda grazie a una ricerca che l'Osservatorio Permanente Giovani-Editori ha affidato all'Istituto Gfk Eurisko e i cui risultati saranno noti sabato prossimo.

“Visto che ad oltre 24 ore dai fatti – ha concluso Ceccherini - il Prefetto De Martino non ha ancora sentito il bisogno di scusarsi pubblicamente, e' legittimo chiedere, e lo faccio io, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Ministro dell'Interno se un comportamento simile li rappresenti, perché  in assenza di un loro pubblico intervento, ciò rischia di dover essere presupposto, visto che la carica prefettizia è la massima autorità dello Stato nella provincia, e se così fosse sarebbe l'inverno della Repubblica, l'inverno della cittadinanza, l'inverno della democrazia. Ma io ho troppa fiducia nelle Istituzioni per pensarlo. E spero di non sbagliarmi". Intanto sembra che il prefetto Andrea De Martino abbia chiamato don Maurizio per lasciarsi alle spalle la vicenda fissando un incontro chiarificatore.



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