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venerdì, 08 Marzo 2013 La scuola 2.0 in Italia non passa l'esame dell'Ocse

Ecco il resoconto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico sulle dotazioni tecnologiche nelle scuole

Secondo l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) l’Italia non passa l’esame delle dotazioni tecnologiche nelle scuole e risulta decisamente in ritardo rispetto alla maggioranza dei paesi. A sostegno di queste affermazioni, i dati parlano chiaro: nel 2011 solo il 30% degli studenti italiani di terza media utilizzava le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumento di apprendimento durante le lezioni di scienze, rispetto a una media del 48% in altri Paesi dell’Ocse.

Questo il resoconto dell’organizzazione sul Piano nazionale italiano per la Scuola Digitale, che venne lanciato nel 2007 dal Miur: “Il Piano utilizza le sue modestissime risorse finanziarie per attuare una visione realistica e ambiziosa dell’innovazione. Le scarse risorse del Piano – sottolinea l’Ocse – hanno limitato l’efficacia delle sue diverse iniziative. È soprattutto a causa della mancanza di risorse più che di una scarsa domanda da parte delle scuole e degli insegnanti, che la presenza delle dotazioni tecnologiche nelle classi è ancora molto bassa”.

Quali sono allora le soluzioni alla luce delle restrizioni di bilancio previste? Accelerare il processo di integrazioni nelle classi di queste tecnologie, creando una Rete di Laboratori per l’Innovazione in cui alcune scuole pilota sperimentino e concepiscano nuove pratiche didattiche e organizzative.



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