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lunedì, 06 Maggio 2013 Il nostro addio a Giulio Andreotti

Giulio Andreotti è stato tra i primi a credere nel progetto di Andrea Ceccherini di avvicinare i giovani all'impegno civile e sociale e di guidarli nel segno del'educazione alla cittadinanza.

E’ con profondo dolore e commozione che abbiamo appreso la notizia della scomparsa di Giulio Andreotti.

Per sette volte Presidente del Consiglio, uomo simbolo della Democrazia Cristiana, Senatore a vita, titolare di innumerevoli incarichi di governo, Giulio Andreotti è stato tra i primi a credere nel progetto di Andrea Ceccherini di avvicinare i giovani all’impegno civile e sociale e di guidarli nel segno dell’educazione alla cittadinanza.

Il primo incontro, avvenuto nell’ambito degli appuntamenti di “Progetto Città” (l’associazione fiorentina che insieme a RCS, Poligrafici Editoriale e Il Sole 24 Ore nel Giugno 2000 diede vita all’Osservatorio Permanente Giovani – Editori), Giulio Andreotti lo descrisse così: “Andrea Ceccherini mi invitò la prima volta a Firenze ad un incontro con universitari e discutemmo fino a notte inoltrata. Poi io dissi: ‘Guardate adesso dobbiamo andarcene a dormire, però se qualcuno voleva fare delle domande e tempo non c’è stato, mi scriva e io risponderò’. E ricevetti un numero considerevole di lettere. Da allora ci siamo incontrati molte volte.”

Era il 28 Aprile 1996. Da quel momento il sostegno e la vicinanza di Giulio Andreotti sono stati determinanti per la realizzazione di tutte le iniziative di successo dell’Osservatorio, a partire dal progetto “Il Quotidiano in Classe”. “Io sono estremamente grato a “Il Quotidiano in Classe” – raccontò Andreotti -  ringrazio ancora Andrea per questa grande novità che ha saputo mettere in campo; auguriamoci che sul serio ci possano essere delle imitazioni. Non credo che si sentirebbe sfidato, penso piuttosto che questo dovrebbe essere uno spirito che ci eleva moltissimo”.

Innumerevoli volte fu ospite dell’Osservatorio nelle varie edizioni del convegno “Crescere tra le righe” come rappresentante delle Istituzioni e dimostrò grande entusiasmo fin dalla sua prima partecipazione: “Quando Andrea Ceccherini mi parlò dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori mi sembrò un’idea senza dubbio interessante, ma di difficile realizzabilità. Dopo due anni di attività – scrisse Andreotti nel 2002 dopo il convegno- è stato invece possibile avere un primo consuntivo, elaborato con efficacia da Eurisko, ad analizzare il quale sono convenuti per due giorni, nel suggestivo scenario della campagna senese, insegnanti, editori, direttori, politici (compresi alcuni attualmente al governo) insieme ad una folta rappresentanza dei ragazzi-lettori”. Questo il suo giudizio sui primi due anni dell’iniziativa “Il Quotidiano in Classe”: “La lettura in classe del giornale si è dimostrata un esperimento utile, superando anche il timore che gli insegnanti-coordinatori dessero una caratura rilevante di politicizzazione. Rilevante anche la comparazione tra il primo e il secondo anno di attuazione della novità. Non vi sono cambiamenti importanti. Alla maggioranza dei ragazzi il quotidiano piace così com'è”.

Nel maggio 2007 in occasione della quinta edizione del convegno “Crescere tra le righe – Giovani, Editori e Istituzioni a confronto” Andrea Ceccherini volle personalmente consegnare nelle mani del Senatore a vita Giulio Andreotti un simbolico riconoscimento per essere stato il primo rappresentante delle Istituzioni ad aver creduto nella sfida dell'Osservatorio Permanente Giovani-Editori.

Giulio Andreotti nel 2009 fu anche protagonista a Roma, insieme a Giorgio Forattini, di uno storico incontro del ciclo “Idee a confronto” sul tema Politica e Satira, davanti a una platea di 250 studenti partecipanti al progetto “Il Quotidiano in Classe”. "Io credo che chi fa vita politica – disse Andreotti in quell’occasione - debba temere una sola cosa: quella di essere ignorato. Se sei bersaglio della satira vuol dire che sei al centro della vita politica”. Per questo motivo ringraziò le vignette satiriche di Giorgio Forattini “perché una società senza satira diventa poliziesca ed è destinata a morire", sottolineando così l’importanza di quella cultura del confronto che da sempre anima le iniziative dell’Osservatorio.

Perdiamo una personalità straordinaria che resterà impressa nella storia del nostro Paese e in particolare per Noi dell’Osservatorio, nella nostra storia. Un uomo che amava stare in mezzo ai giovani e che ogni volta rispondeva presente ai nostri inviti. Seguiva dall’inizio alla fine ogni iniziativa alla quale era invitato senza mai alzarsi dal suo posto. Un segno di rispetto ed educazione nei confronti di chi lo aveva invitato e di chi era sul palco. Rispondeva a tutto e a tutti e quando non riusciva invitava i ragazzi a fargli pervenire le domande che avrebbero voluto fargli. E puntualmente arrivava la sua risposta vergata a mano.



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