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giovedì, 12 Settembre 2013 È tempo di consigli!

La scuola è ricominciata? Otto consigli di Beppe Severgnini per sopravvivere ad un nuovo anno scolastico

Per qualcuno la scuola è già ricominciata, per altri la prima campanella suonerà molto presto: direttamente dalla voce, e dalla penna, di Beppe Severgnini, otto consigli per gli studenti su come sopravvivere, con ironia, al nuovo anno scolastico.

Si comincia con il “non annoiatevi”, perché anche se la scuola non è un bar o una spiaggia è pur sempre il luogo in cui ritrovare tutti i giorni i propri amici e tra spiegazioni, compiti in classe e interrogazioni è possibile anche divertirsi; si prosegue poi con il secondo consiglio, “non spegnetevi”, nel tentativo, non sempre riuscito, di farsi piacere le materie di studio: se si a queste si aggiunge qualcosa di proprio magari cominceranno a piacere un po’ di più.

I compagni di scuola in difficoltà non vanno abbandonati, ecco quindi il terzo consiglio “non risparmiatevi” perché aiutare un compagno che è rimasto indietro potrà, domani, avere i suoi vantaggi. Il quarto e quinto consiglio “non rassegnatevi” e “non lamentatevi” sono in certo senso legati tra loro: se con il primo è giusto protestare quando un insegnante non insegna, con il secondo bisogna capire che protestare è lecito, e a volte si deve, ma solo se ha un senso, perché altrimenti è inutile. Consigli come “non arrabbiatevi” e “non angosciatevi” potrebbero servire nel caso in cui la propria scuola fosse ancora priva di una “guida” (all’inizio dell’anno qualche intoppo ci può essere, ma si spera sempre che tutto venga risolto nel minor tempo possibile!) o nel caso in cui la scuola fosse vista come una sorta di luogo “triste” in cui recarsi ogni giorno: andarci e portare in classe la propria fantasia, il proprio talento e la propria ironia, potrebbe invece rendere questo luogo meno triste.

Beppe Severgnini chiude la lista dei buoni consigli con grande ironia: “non ascoltatemi”, perché se i sette consigli dati possono apparire difficili da mettere in pratica, o semplicemente non piacciono, allora li si può anche ignorare!

Fonte corriere.it



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