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venerdì, 29 Novembre 2013 Da Bodoni alla modernità: arte, cultura ed eccellenze italiane per costruire il futuro del nostro Paese

Da Marcus Brauchli, Paolo Barilla, Massimo Vignelli e Marta Bernstein un messaggio di fiducia per i 400 ragazzi del progetto ‘Il Quotidiano in Classe’

PARMA - Quattrocento ragazzi per guardare al futuro. Con un messaggio di fiducia arrivato dalla testimonianza e dalle esperienze di grandi nomi che, nonostante le difficoltà, ce l’hanno fatta. La prima giornata dell'evento promosso a Parma dall'Osservatorio Permanente Giovani-Editori, presieduto da Andrea Ceccherini, insieme alla Fondazione Cariparma, ha colto nel segno. Il percorso - iniziato oggi al Teatro Regio di Parma e che anche domani mattina troverà ulteriori spunti - è quello di fare una sorta di passeggiata nel tempo, a cavallo tra due secoli, per trovare le origini dell’eccellenza italiana e capire quanto - su arte, ingegno e cultura - si possa costruire il futuro del nostro Paese. I grandi nomi dell'imprenditoria, della comunicazione e del design si sono ritrovati, con i ragazzi protagonisti de "Il quotidiano in classe", per le celebrazioni dai duecento anni dalla scomparsa di Gianbattista Bodoni. Quello del grande stampatore è stato - come cita il titolo della 'due giorni' di Parma - “Il segno italiano, moderno per tradizione”. Un elemento senza tempo, dal quale ripartire per costruire un futuro fondato su fiducia e saper fare italiano: “Noi possiamo soltanto lavorare e distinguerci attraverso la grande qualità e l’originalità dei nostri prodotti e delle nostre idee - ha detto Paolo Barilla, vicepresidente del Gruppo Barilla - L'unica capacità che nessuno ci può rubare, ben oltre le licenze ed i brevetti, è quella di fare cose d'eccellenza".

"La grande forza dell'Italia - ha sottolineato Massimo Vignelli, designer e vera eccellenza italiana, nel corso di un'intervista registrata a New York, proposta in apertura del convegno di Parma - è la capacità di lavorare con sapienza artigiana, con una costante cura del dettaglio. Quello che stiamo vivendo - ha poi aggiunto Vignelli - è un momento fantastico, nel quale abbiamo la possibilità di fare il meglio o il peggio di quanto sia mai stato fatto".

"In ogni caso - ha aggiunto la designer Marta Bernstein - avere un grande passato come quello italiano costringe a doversi confrontare. Oggi dobbiamo capire quali sono gli elementi che hanno permesso a Bodoni di far diventare il suo lavoro senza tempo. E dobbiamo concretizzare tutto questo in Italia, dove per qualsiasi cosa siamo chiamati a fare tre volte fatica per emergere".

I lavori del convegno di Parma - coordinati dall’editorialista del Corriere della Sera, Dario Di Vico - proseguiranno oggi con protagonisti altri grandi nomi: dal direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, a quello della Gazzetta di Parma, Giuliano Molossi, fino al direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi ed all'Ad della Gazzetta di Parma, Matteo Montan. Riuniti, insieme agli studenti, nella convinzione che, in un periodo storico come quello che l’Italia sta vivendo, ripartire dalla base di personaggi ed arti che hanno fatto la storia del nostro Paese può davvero rappresentare una solida base per ripartire. Uno ‘scatto’ che si può fare sulla base di esempio come quello di Gianbattista Bodoni, che - fino dalla sua nascita, nel 1740 - ha precorso i tempi. E che, dopo la sua morte (nel 1813) non ha smesso di vivere, attraverso l’arte ed il carattere capaci ancora oggi di rincorrere la modernità.

“Iniziative come questa - ha detto il presidente della Fondazione Cariparma, Paolo Andrei - contribuiscono davvero alla crescita del nostro Paese, creando la giusta dose di fiducia e dando ai giovani esempi da seguire ed elementi sui quali costruire il proprio futuro”.



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