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venerdì, 17 Gennaio 2014 “Hands up”, imparare facendo: per docenti e studenti

Il metodo del Mit di Boston applicato, in via sperimentale, in alcune scuole italiane

Alcuni studenti del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, una delle più prestigiose università americane, si sono “trasformati” in docenti e per un mese terranno delle lezioni in alcune scuole italiane coordinate dell’Istituto Tecnico Pacioli di Crema; sono infatti circa venti le scuole, soprattutto lombarde, ad aver aderito all’iniziativa ma non mancano scuole fuori dalla regione, due infatti sono di Prato e una di Ancona. L’iniziativa, si tratta del progetto «Global teaching labs», cicli di lezioni di materie scientifiche e debate, è nata nel 2007 da un’idea della Prof.ssa Serenella Sferza, docente italiana presso il Mit, insieme all’Istituto Pacioli, per portare nella scuola italiana il metodo «hands on» (una sorta di imparare facendo), quel metodo che ha reso grande l’università Bostoniana: una volta all’anno, a gennaio, durante il periodo di pausa dalle lezioni universitarie, alcuni tra gli studenti migliori vengono in Italia per aiutare, per un mese, gli insegnanti e ovviamente i propri alunni. L’obiettivo del Mit è quello di offrire ai propri iscritti un’esperienza di tirocinio all’estero, mentre quello delle scuole italiane quello di potenziare la lingua inglese e provare una metodologia didattica nuova (le lezioni sono rigorosamente in inglese e si rivolgono sia ai docenti che agli studenti).

In Italia siamo abituati a impartire lezioni frontali, nozionistiche, solo qualche volta accompagnate da esperimenti – riferisce la professoressa del Pacioli Maria Cristina Pasquali -. Negli Stati Uniti, invece, è più diffuso l’approccio pratico, empirico, non c’è differenza tra aule e laboratorio: nelle materie scientifiche si parte da un piccolo fenomeno, da una dimostrazione pratica, su cui costruire poi una lezione più coinvolgente per i ragazzi». E così in questi giorni Siobhan Rigby (21 anni), studentessa di ingegneria meccanica,  insegna ai ragazzi iscritti al secondo anno del Pacioli (indirizzo linguistico) come individuare i pigmenti e i tipi di clorofilla presenti nei vegetali utilizzando foglie di spinaci, da grattare con alcune monete su filtri di carta, solvente e cilindri graduati. Maggie O’ Grady (19 anni), iscritta a ingegneria biologica, impartisce i rudimenti di debate, l’arte del dibattito: i ragazzi devono pensare a un animale e poi descriverlo ad alta voce ai compagni. Infine Marcel Williams (23 anni), studente di ingegneria aerospaziale, insegna ai ragazzi dell’ultimo anno del corso per geometri quali sono i materiali più adatti per le costruzioni verdi e quali quelli che producono più o meno anidride carbonica. Gli studenti del Mit si avvalgono poi di alcuni oggetti arrivati direttamente dai laboratori di Boston e di una serie di video da YouTube proiettati sulla lavagna elettronica.

Fonte ilcorriere.it



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