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giovedì, 13 Marzo 2014 Dall’anno scolastico 2014/2015 nelle scuole arriva il CLIL

Al quinto anno l’insegnamento di una materia curriculare sarà in lingua straniera

Dal prossimo settembre licei  e istituti tecnici introdurranno, gradualmente, l’insegnamento di una materia in lingua straniera, seguendo il modello olandese e finlandese. Questo nuovo metodo è conosciuto con il nome di CLIL, “content and language integrated learning” ma in realtà è un metodo nuovo essendo nato già negli anni Novanta. In Italia il Clil dovrebbe essere introdotto, per legge, in tutti i licei e in tutti gli istituti tecnici a partire dal prossimo anno scolastico (2014/2015) così come stabilito dalla riforma della scuola varata nel 2003 dall’allora ministro Letizia Moratti. Nei licei linguistici la materia in lingua straniera dovrebbe essere insegnata già dal terzo anno, mentre negli altri licei e negli istituti tecnici solo durante il quinto. Secondo la riforma del 2003 la formazione degli insegnanti doveva iniziare nel 2010 ma è partita solo nel 2013, e i docenti pronti a insegnare una materia in lingua sono solo un migliaio, rispetto ai sedicimila che dovrebbero servire per coprire tutte le classi interessate. “Le scuole si stanno attrezzando ma non tutte saranno pronte, l’anno prossimo ne partiranno solo alcune. L’introduzione sarà graduale, ma del resto lo si può capire: si tratta di un cambiamento estremamente impegnativo, direi di una rivoluzione epocale per la scuola italiana. Le stesse norme transitorie della riforma emanate dal 2010 in poi avevano previsto una ridefinizione più ampia dei tempi”; questo è quello che riferisce Gisella Langé, ispettrice tecnica per le lingue straniere del Ministero dell’Istruzione.

Sicuramente con l’introduzione del Clil all’Italia spetta un nuovo primato, visto che in nessun altro paese europeo è obbligatorio per legge: “non c’è nessun altro Paese in Europa in cui il Clil sia obbligatorio per legge - spiega l’ispettrice - e anche se siamo in ritardo sull’iniziale tabella di marcia vedo che le scuole stanno lavorando, vedo che i docenti stanno studiando spesso prendendosi carico della cosa in prima persona, spendendosi per attivare il prima possibile la metodologia”. Non mancheranno certamente anche dei vantaggi formativi: “in Olanda e in Finlandia, i paesi leader in Europa per la diffusione del Clil, l’apprendimento della lingua inglese è cresciuto moltissimo. Gli studenti sono praticamente bilingue”.

In Italia è stata avviata una prima sperimentazione, sotto la direzione del MIUR, nelle scuole elementari lombarde (sei per la precisione) in collaborazione con il British Council: all’interno di queste scuole il 25% del programma viene insegnato in inglese. Nelle prossime settimane la sperimentazione verrà ampliata anche ad altre scuole.

Fonte corriere.it



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