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martedì, 01 Aprile 2014 Università: gli studenti tra carta e digitale

Ragazzi digitali ma solo a metà, perché per studiare preferiscono ancora la carta

Gli studenti di ultima generazione che frequentano l’università usano il computer, sono iscritti a Facebook e possiedono uno smartphone, sono quindi a tutti gli effetti ragazzi molto digitali ma per studiare e prepararsi agli esami preferiscono la carta e i Pdf gli stampano piuttosto che leggerli sullo schermo di un computer. È questa una sorta di “generazione di mezzo” che sono ormai stati introdotti nel mondo digitale ma con ancora delle perplessità per quanto concerne il campo della formazione, dove sono ancora fortemente attratti dal supporto cartaceo. Tutto ciò lo si evince dalla ricerca condotta dell’Associazione italiana editori (Aie) «Il futuro è nei libri che leggi. Editori e tecnologie per lo studio universitario», realizzata in collaborazione con il Consiglio universitario nazionale, la Conferenza dei rettori e l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Più di 1500 giovani, tra i 18 e i 30 anni, sono stati interpellati evidenziando quanto elevata sia la percentuale di tutti coloro che per prepararsi agli esami utilizzino il manuale tradizione e gli appunti di carta (siamo intorno al 95%). In molti comunque si servono anche di dispense digitali o slides create ad hoc dal docente (78%), di approfondimenti trovati in Rete (68%), di ebook (50%) e di materiali aggiuntivi forniti dagli editori su Internet (45%). Nell’81% dei casi gli studenti hanno messo di preferire stampare i Pdf ma ciò non vuol dire che non siano favorevoli alla “rivoluzione digitale”: “i ragazzi sono pronti all’elettronico e lo usano con naturalezza. Senza però sostituirlo alla carta – riferisce Piero Attanasio, responsabile Editoria universitaria dell’Aie - in parte, per fattori esterni e di abitudine. Se studiano sui libri tradizionali o stampano i contenuti digitali, ad esempio, è anche perché, nella maggior parte dei casi, sono i professori a consigliare i testi di carta, oppure perché non tutti gli universitari possono permettersi tablet ed ereader”.

Fonte corriere.it



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