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mercoledì, 28 Maggio 2014 Il nostro saluto a Massimo Vignelli

Era stato ospite del convegno “Bodoni: il segno italiano, moderno per tradizione” organizzato dall’Osservatorio e dalla Fondazione Cariparma

Questa mattina il mondo del design è stato colpito dalla scomparsa, avvenuta nella giornata di martedì, di Massimo Vignelli, il "dittatore gentile del design" come lo aveva definito il New York Times, l'ambasciatore del design italiano nel mondo. L’architetto  e designer italiano, newyorkese di adozione fin dalla metà degli anni Sessanta, aveva 83 anni ed era malato da diverso tempo.  Vignelli ha trasformato la grafica modernista di copertine di libri, di mobili e dei logo di imprese (in primis Ford e American Airlines); a lui tra le altre cose si deve la celebre e controversa mappa della metropolitana di New York che, negli anni Settanta, disorientò non poco i pendolari ma, al tempo stesso, conquistò i critici; certo dopo solo sette anni fu abbandonata per l’eccessiva stilizzazione e le incongruenze tra le sue stazioni e le fermate ma aprì la via ad un nuovo modo di semplificare le linee del disegno . “Forse più di chiunque altro merita credito per aver introdotto il punto di vista del Modernismo europeo nel graphic design americano”, ha commentato il socio Michael Beirut confermando la morte. Le opere di Vignelli, che nella sua carriera è stata sempre affiancato dalla moglie Lella, sono esposte nei più importanti musei del mondo dal Metropolitan al MoMA di New York, ai musei di Montreal, Gerusalemme, Monaco di Baviera e Amburgo.

Lo scorso novembre era stato uno dei protagonisti del convegno “Bodoni: il segno italiano, moderno per tradizione, la due giorni in onore di Gianbattista Bodoni, incisore, tipografo e stampatore italiano, organizzata dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori con la collaborazione della Fondazione Cariparma. In una lunga intervista registrata nella sua casa di New York aveva esaltato l’Italia “la grande forza dell'Italia è la capacità di lavorare con sapienza artigiana, con una costante cura del dettaglio. Quello che stiamo vivendo è un momento fantastico, nel quale abbiamo la possibilità di fare il meglio o il peggio di quanto sia mai stato fatto”.

Noi dell’Osservatorio vogliamo rendergli omaggio e ricordarlo proprio riascoltando le sue parole, quelle che solo pochi mesi fa hanno ammaliato la platea del Teatro Regio di Parma:

 



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