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lunedì, 09 Giugno 2014 Aumenta il divario digitale tra docenti e studenti

Un nuovo studio mette in evidenza l’aumento del gap tra studenti, nativi digitali, e docenti, immigrati digitali

Un nuovo studio condotto da Glocus analizza lo stato del “digitale” all’interno della scuola italiana e mette in evidenza quelle che sono ancora oggi le difficoltà dei docenti: è infatti aumentato il gap tra gli studenti, nativi digitali, e i docenti che sono considerati “immigrati digitali”. La scuola, in campo di infrastrutture tecnologiche, è ancora molto indietro: il 45,8% delle aule è privo di una connessione di rete; più di 4000 scuole, (all’incirca il 18,5% di tutte le scuole italiane) non sono connesse a internet; le lavagne interattive multimediali sono poco meno di 70 mila, i tablet, utilizzati individualmente nelle classi sono poco meno di 14 mila. Sarebbe forse giusto cominciare a considerare le infrastrutture tecnologiche al pari di pareti, banchi e sedie senza tralasciare tutta la formazione dei docenti, elemento indispensabile per lo sviluppo di una scuola 2.0. Nei prossimi giorni in Senato sarà presentato un piano che cerca di dare una spinta in più a questo latente sviluppo. A presentare questo piano sarà il vicepresidente del Senato Linda Lanzillotta: “Se abbiamo i livelli di abbandono più alti d’Europa è anche perché la scuola si allontana sempre più dagli studenti. Dobbiamo mettere in atto una serie di politiche perché si sviluppi una consapevolezza nuova: e considerare finalmente gli strumenti digitali parte dei servizi essenziali della scuola, come l’acqua e la luce”.

Secondo la Commissione Europea l’Italia ha tra le più basse percentuali di “disponibilità di accesso alla rete a banda larga”. Il Miur ha già avviato una serie di azioni volte proprio a ridurre questo gap tanto che oggi l’82% delle scuole è per lo meno dotato di un accesso a internet. Il 28% dei docenti ha denunciato la mancanza di infrastrutture tecnologiche nella propria scuola; vanno quindi implementate anche le azioni per implementare il numero di lavagne multimediali e libri digitali ma anche la formazione del docente: “bisogna insegnare ai ragazzi il metodo digitale, ovvero le competenze per gestire proficuamente l’enorme flusso di informazioni presenti in rete. E chi glielo insegnerà? A questo punto interviene la formazione del docente” ed è questo uno dei capisaldi del piano delvicepresidente Lanzilotta.

Fonte corriere.it



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