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giovedì, 10 Luglio 2014 Nell’era della rivoluzione digitale, nella scuola continua a imporsi la tradizione

Un’insegnante, messi da parte Lim e tablet, ha effettuato una ricerca sull’utilità dei dettati

Nell’era della rivoluzione digitale nella scuola ma soprattutto nell’era di tablet, cellulari, playstation, lim e computer nella scuola italiana, soprattutto in quella elementare, il metodo del “dettato” va ancora per la maggiore. Una docente di sostegno, Elisa Farina, ha effettuato una ricerca presso l’Università di Milano-Bicocca con cui collabora per analizzare, attraverso colloqui e questionari che sono stati sottoposti a diverse scuole – in diversi paesi -, proprio questo metodo di apprendimento che gli insegnanti continuano ad utilizzare con i loro giovani studenti. Si parte dal capire cosa sia il dettato e perché è così importante per l’apprendimento della scrittura delle parole. Il dettato è un’operazione di transcodifica, ovvero la traduzione della catena sonora in lettere scritte. Il rapporto tra l’unità acustica e quella fonologica non è così stretto come si è portati a credere (cosa che è molto evidente quando si prova a imparare una lingua diversa dalla propria) ma l’idea di una perfetta corrispondenza tra codice orale e codice scritto non è semplice da cambiare. Oggi i bambini hanno non poca difficoltà con il dettato perché il sistema di scrittura fa riferimento a meccanismi suono/simbolo che sono ormai in disuso: in pratica oggi si impara indovinando le parole. Secondo Elisa Farina oggi come oggi si continua ad insegnare la corrispondenza lettera/suono per una sorta di continuità culturale. La ricerca ha evidenziato come gli insegnanti siano soliti utilizzare questo metodo con il solo scopo di correggere gli errori ortografici, e non di creare la correlazione lettera/suono, questo perché nella scrittura sono tanti gli errori che vengono effettuati (e non solo sui banchi delle scuole elementari). Questa sta diventando una società in cui l’analfabetismo sta tornando dominante: anche se si scrive sui social network o sul web spesso gli adulti non sanno scrivere esattamente le parole.

Fonte lastampa.it



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