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sabato, 12 Luglio 2014 Scuola: cambiare senza generare panico

Quattro questioni da approfondire per affrontare i cambiamenti nell’istruzione senza temere il cambiamento stesso

Ogni anno, dati alla mano, si chiede a gran voce un cambiamento significativo nel mondo dell’istruzione perché la scuola appare sempre più sofferente; si chiede di reinserire discipline abbandonate, si chiede una maggiore sinergia tra la scuola stessa e le culture dell’oggi, si chiede un maggior riconoscimento al ruolo dell’insegnante e dei vari dirigenti. Ogni anno ci sono richieste che vengono quasi sempre “rimandate a settembre”. I vari avvicendamenti in sede ministeriale non hanno aiutato a focalizzare le singole richieste e a cercare di trovare una soluzione al problema, si parla sempre di cambiamento ma manca una maggiore concretezza di realizzazione. Un articolo del Corriere.it prova ad accendere i riflettori su alcune questioni che non possono, probabilmente, più essere rimandate. La prima riguarda la “macchina scuola” e quali possano essere le condizioni più adatte per farla ripartire: tagli e soppressioni di discipline potrebbero non essere la soluzione al problema. La seconda riguarda invece i criteri più corretti per misurare i bisogni e quelle che sono le risorse disponibili: forse bisognerebbe definire gli ambiti per territorio per definire bisogni e risorse omogenei. La terza riguarda la sinergia scuola e lavoro/impresa, anche attraverso le organizzazioni rappresentative delle imprese: per capire quelle che sono le esigenze del mondo del lavoro allo stato attuale. Infine la quarta riguarda le professionalità che possono e devono valorizzare la formazione: per cercare quindi di trovare soluzioni per il mondo del precariato e soprattutto per cercare di individuare figure in grado di plasmare le menti del domani.

Qui l’articolo completo.



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