imagihttps://osservatorionline.it/media///2019/03/giornale-sicilia.png

martedì, 15 Luglio 2014 Cosa succede quando uno studente viene bocciato?

Secondo l’Anief nella maggior parte dei casi decide di abbandonare definitivamente gli studi

È quanto emerge dal dossier di Tuttoscuola sulla “Dispersione nella scuola secondaria superiore statale”. Secondo l’indagine infatti uno studente della scuola superiore che non viene ammesso alla classe successiva ha molte più possibilità di lasciare la scuola piuttosto che di continuarla, ripetendo l’anno, ovviamente. Questa casistica viene altamente considerata quando ad essere preso in esame sono le cause che, negli ultimi cinque anni, hanno portato all’abbandono 167mila studenti: tra il 2009 e il 2014 quasi tutti i ragazzi che hanno abbandonato gli studi superiori sono stati bocciati almeno una volta. Secondo l’Anief, l’Associazione professionale e sindacale, in questi ultimi cinque anni ci sono state circa 305mila bocciature; analizzando il Dossier sulla dispersione l’Anief afferma che “lo Stato ha il dovere di non abbandonare i giovani che frequentano la scuola in territori difficili, dove l’arretratezza culturale delle famiglie unita alla scarsità di servizi e a un inadeguato sostegno sociale spesso prevalgono sui valori trasmessi dalla scuola e dalle figure formative. Così, tantissimi giovani, oltre il 40% in province come Caltanissetta e Palermo, sono oggi ancora condannati a lasciare i banchi prima del tempo”. Sempre secondo l’Anief, nella persona del presidente, Marcello Pacifico, “i giovani, soprattutto a 14 anni, hanno bisogno di essere guidati, di comprendere qual è la loro strada formativa e professionale da intraprendere. Soprattutto quando non c’è una famiglia e un contesto sociale in grado di dare indicazioni. Ecco perché per risollevare il Meridione, in particolare Sicilia e Sardegna, dove gli abbandoni sono da record, servirebbero degli organici maggiorati di docenti e personale Ata: il calo demografico degli ultimi anni, che nelle aree meridionali ha avuto maggiore consistenza, ha invece determinato il processo inverso”. 

 Fonte lastampa.it



pag. 1   2   3   4   5   6