imagihttps://osservatorionline.it/media///2019/03/giornale-sicilia.png

martedì, 09 Settembre 2014 Con la ripresa della scuola si torna a parlare di registro elettronico

Si può cominciare a parlare di sorpasso al vecchio registro cartaceo?

In molte scuole italiane il Registro elettronico ha sostituito il vecchio registro cartaceo; secondo dati recenti rilasciati dal Miur, il 70% delle scuole secondarie usa il registro elettronico, utilizzato per inserire note, assenze, compiti e lezioni, mentre il 60% degli studenti ammette che i propri genitori consultano da casa il registro per monitorare le assenze e i voti dei propri figli. Nello specifico il 29% degli studenti intervistati è consapevole del fatto che i genitori controllano spesso le informazioni riguardanti la loro attività scolastica, mentre il 31% ha risposto “solo ogni tanto”. Al di là delle percentuali resta il fatto gli studenti non possono più fare “i furbetti” perché qualsiasi interrogazione o assenza viene riportata in tempo reale: marinare la scuola non è mai stato tanto difficile!

Secondo i dati del Miur sembrerebbe che l’evoluzione digitale stia facendo passi da gigante, ma una ricerca condotta da skuola.net porta alla luce una situazione un po’ diversa: in quasi una scuola su 2 il registro elettronico viene utilizzato in parallelo al registro cartaceo, senza considerare che nel 30% dei casi mancano completamente i supporti digitali come tablet e computer, tanto che spesso i docenti sono costretti a  raccogliere i dati su cartaceo per poi inserirli solo in un secondo momento su un pc condiviso. Sono ancora tante le classi che di fatto lavorano ancora con il registro cartaceo, spesso perché il registro, quello elettronico, non è presente fisicamente in aula (nel 40% dei casi, infatti, le annotazioni non vengono prese direttamente sull'elettronico).

L’arretratezza tecnologica di alcuni docenti può generare in alcuni casi alcuni incidenti: il registro cartaceo è sempre stato considerato come un oggetto “pericolo” e assolutamente precluso allo studente; oggi invece il docente, in difficoltà, chiede aiuto allo studente che quindi si ritrovano a mettere mano alla compilazione delle annotazioni (anche dei voti). Il 30% degli studenti riferisce che spesso il professore chieda aiuto (un terzo per compiti e assenze, ma nel 15% dei casi anche con i voti dei compagni) e qui il rischio “furbetti” non è da sottovalutare!

Fonte lastampa.it



pag. 1   2   3   4   5   6