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giovedì, 11 Settembre 2014 Nuova ricerca Ocse sulla scuola italiana

Presentati in questi giorni i dati, “Uno sguardo sull’Istruzione 2014: indicatori Ocse”

È una scuola apparentemente in affanno quella italiana: sono questi i dati emersi da un’ultima ricerca “Uno sguardo sull’Istruzione 2014: indicatori Ocsepresentata proprio in questi giorni. La scuola italiana appare come una scuola in cui gli insegnanti sono pagati sempre meno, pur insegnando ad un sempre maggiore numero di studenti, ma al tempo stesso come una scuola in cui è aumentato il numero dei diplomati e dei laureati (anche se in percentuale decisamente inferiore rispetto agli altri Paesi Ocse).

Anche la qualità dell’istruzione nell’ambito della scuola italiana migliora mentre sono calati gli investimenti della spesa pubblica (unico Paese Ocse in cui si è verificato questo calo). Il calo è dovuto fondamentalmente alla riduzione del numero dei docenti. La preparazione degli insegnanti è tra le note positive della ricerca: l’Italia è uno dei Paesi Ocse che insieme a Polonia e Portogallo ha visto diminuire il numero degli studenti con gravi difficoltà in matematica ad esempio.

Non va molto bene invece con le competenze che mantengono livelli, nei laureati tra i 25 e i 34 anni (in lettere e matematica), piuttosto bassi. A tal proposito il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha riportato quelli che saranno i provvedimenti di una nuova riforma: “il rafforzamento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro e l’arricchimento delle competenze dei nostri ragazzi sono la nostra priorità”.  Secondo l’Ocse “la mancanza di assunzioni in numero sufficiente in passato si sia tradotta in un invecchiamento del corpo docente. Il nostro piano abolisce il precariato, immette nella scuola insegnanti che hanno in media 40 anni e apre le porte ai giovani neo abilitati con assunzioni per concorso”.  

Fonte lastampa.it



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