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mercoledì, 24 Settembre 2014 La rivoluzione digitale parte dalle elementari

Ma è una rivoluzione che parte piano e che prevede una sola ora all’anno di “coding”

La rivoluzione digitale a scuola comincia sin dalla tenera età con l’introduzione del coding che andrà ad inserirsi tra ortografia e tabelline. Gli allievi impareranno quindi a ragionare come i computer avvicinandosi per l’appunto al coding che il linguaggio dei programmatori. In Italia si tratta di una sperimentazione, di una sola lezione all’anno,  ma negli Stati Uniti e in Gran Bretagna ha un ruolo molto più importante. Questa sperimentazione, che in Italia prende il nome di  “Programma per il futuro”, è una realtà molto apprezzata anche dal Presidente Barak Obama. “Programma per il futuro” prevede di svolgere almeno per questo primo anno una lezione di un’ora, la cosiddetta “ora di codice”, e nel caso si approfondire l’argomento in un percorso di al massimo dieci ore da sviluppare nel corso dell’intero anno scolastico.

Le lezioni possono essere fruite sia on che offline per non penalizzare quelle scuole che sono magari meno fornite di computer e di connessione a Internet. La circolare del Miur spiega che le scuole riceveranno una serie di strumenti “semplici, divertenti e facilmente accessibili per formare gli studenti ai concetti di base dell’informatica e del pensiero computazionale”. I corsi sono promossi dal Miur in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (CINI): sono previste lezioni e informazioni, disponibili sul sito www.programmailfuturo.it, oltra alla presenza di un docente in coordinamento con il Consorzio. Al termine del corso gli alunni riceveranno un attestato di frequenza da parte del ministero.

Fonte corriere.it

 



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