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venerdì, 22 Maggio 2015 “Crescere tra le righe”: il resoconto del venerdì pomeriggio

Ecco le conclusioni della prima giornata

Subito dopo la pausa pranzo, sono ripresi i lavori della prima giornata del convegno “Crescere tra le righe” con l’intervento di Fabrizio Palenzona, Vice Presidente di UniCredit, Giuseppe Recchi, Presidente Telecom Italia e Marco Tronchetti Provera, Presidente e Amministratore delegato di Pirelli a proposito di media, democrazia incompiuta e società scontenta. “Abbiamo passato venti anni – ha detto Marco Tronchetti Provera-  a dire che non c’era spazio per le nuove generazioni. Ma questa generazione oggi ha l’opportunità di individuare un futuro diverso. Il Paese ha finalmente avviato un percorso di semplificazione. Questa generazione dovrà andare all’estero per conoscere altra gente, ma poi tornerà in Italia a lavorare”.

Oltre a The Wall Street Journal e The New York Times, sul palco della Bagnaia anche il Direttore del Los Angeles Times Davan Maharaj:“è un piacere far parte di un programma che tratta i giovani non come consumatori, ma come pensatori critici, che possono contribuire allo sviluppo e al dibattito. Ai giovani, che intendono fare giornalismo di qualità, voglio dire che si tratta di una professione nobile. Il 20% della redazione del Times – ha aggiunto - ha tra i 20 e i 30 anni e contribuisce in modo importante al lavoro editoriale, anche se non ha grande esperienza”.

A parlare del modello di business possibile per il giornalismo di qualità nell’era dell’informazione online, il Presidente e Amministratore delegato del The New York Times Mark Thompsonci chiediamo spesso se c’è ancora una domanda di qualità, da parte dei lettori, ma invece dovremmo chiederci se il giornalismo è un prodotto abbastanza buono da valere la pena di venderlo. Perché, in realtà, l’utente è disposto a pagare per la qualità. Il rifiuto di tagliare le redazioni, che abbiamo attuato, in questo senso non è stato solo nobile, ma anche utile, poiché c’è presenza di utenti che chiede qualità. C’è differenza tra il giornalismo serio e l’insieme di notizie che si trovano su internet”.

Anche la questione della pubblicità è stata uno dei temi toccati all’interno del convegno “la pubblicità - ha detto Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato Rcs MediaGroupè scomparsa nell’editoria, in Italia, solo negli ultimi due anni ammonta a 750 milioni di euro, a parte i pochi trasferiti sul web. Mentre gli utenti che navigano online, si informano e spendono sono il 9% sui siti e il 31% sui social network. In Italia, il 79% degli utenti online cerca notizie più di una volta al giorno, ed è nella percentuale più alta di Paesi come la Francia o gli Stati Uniti. Coloro che hanno dimostrato di essere disposti a pagare i contenuti web sono il 13%, ma la propensione a spendere arriva fino al 28/29%. L’opportunità per gli editori di lavorare sulle piattaforme web, quindi, c’è, ma bisogna fare una corsa contro il tempo”.

A chiudere la giornata è salito sul palco Andrea Bocelli che ha risposto alla domanda di una studentessa diciottenne sul tema dell’immigrazione, “laddove si può, è bene cercare di portare civiltà e aiuti dove le persone sono cresciute. È però altrettanto importante, realizzare un’accoglienza generosa fatta però attraverso un’organizzazione efficace e non nel caos”. Infine, sempre sollecitato dai ragazzi in sala, ha intonato l’Ave Maria di Schubert.



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