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venerdì, 30 Ottobre 2015 La rivoluzione digitale a scuola non riduce le differenze fra Nord-Sud

La presenza di lavagne digitali, Wi-Fi e tablet nelle classi non modifica il rendimento

Ad affermare ciò è un’indagine commissionata dalla Presidenza del Consiglio. La presenza del “digitale” nelle scuole si è ormai livellata, tra Nord e Sud. Fino al 2001 si poteva contare su di un computer ogni 25 alunni nelle Regioni del Centro-Nord mentre al Sud uno ogni 33. Oggi ci sono circa dieci computer ogni cento ragazzi, un’aula su due con connessione Wi-Fi (ma in Sardegna arrivano al 70%), tre su dieci con la Lim, la lavagna interattiva multimediale (con una forbice che va dal 24% della Liguria al 77% della Sardegna).
Tanti gli investimenti (fondi ministeriali e contributi europei) per il Mezzogiorno che hanno permesso l’avanzamento della presenza del digitale nelle scuole del Sud con l’obiettivo di incrementare l’efficacia della didattica e l’apprendimento degli studenti. Tutto questo però pare non aver avuto effetti positivi sul rendimento.

Lo afferma un’indagine commissionata dall’Unità di valutazione degli investimenti pubblici della Presidenza del Consiglio dei ministri (coordinata dalla società Studiare Sviluppo Srl), che ha messo per la prima volta in collegamento l’introduzione dei media digitali nelle scuole con gli esiti dei test Invalsi. Gli effetti positivi sono modesti al Nord, dove i punteggi migliorano dello 0,4% in Italiano e dell’1,5% in Matematica, rispetto alla media nazionale; negativi al Sud: tra -0,5 e -1% nelle Regioni dell’«Obiettivo Convergenza» (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), dove «i massicci finanziamenti hanno reso poco selettivo l’accesso alle tecnologie, facendole arrivare anche laddove il contesto non era pronto o particolarmente motivante». I ricercatori sono arrivati alla conclusione che c’è un tetto nell’uso delle tecnologie oltre il quale i risultati calano fino a raggiungere il livello di chi non le utilizza. L’Italia è agli ultimi posti per quanto riguarda il numero di studenti per pc e per numero di alunni con laptop connesso; nel 40% delle scuole il registro elettronico (dove segnare assenze, voti, lezioni) non è mai arrivato; in un istituto su quattro non è contemplato l’uso di Internet per la didattica. Secondo l’European Schoolnet , abbiamo la percentuale più elevata di studenti che frequentano una scuola senza banda larga.

Secondo i ricercatori agli studenti andrebbe insegnato lo sforzo del confronto e il senso critico per valutare i contenuti. “La mancanza di competenze interne alle scuole ha causato problemi organizzativi”, dice la ricerca, che cita casi di istituti che hanno ricevuto contemporaneamente Lim per tutte le aule dell’istituto; furti dei pc usati per accedere alle lavagne interattive; un’ampiezza di banda per collegarsi alla rete pari, quando va bene, a quella di casa; pochi laboratori e magari dotati di vecchi desktop dismessi dalle aziende. 

Fonte corriere.it



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