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martedì, 10 Novembre 2015 Quando l’Università viene scelta dai genitori

Ricerca di LinkedIn: un giovane su due ammette di essere stato influenzato dai genitori

In Italia la maggior parte dei ragazzi non realizza mai, o quasi mai, una scelta senza ascoltare i consigli dei propri genitori. Il 52% delle famiglie è coinvolto nella fase di ricerca del lavoro dei  propri figli (nonostante siano ormai grandi. Una percentuale nettamente più alta del 40% della media globale e del 30% di Paesi come Germania, Stati Uniti e Giappone. Questo è ciò che si evince da una ricerca realizzata da LinkedIn durante l’ultimo «Ring your parents day», l’«open day al contrario in cui i professionisti di 17 Paesi al mondo fanno conoscere le rispettive vite professionali alla famiglia. In Cina e Brasile i genitori sono ancora più ingombranti e decidono studi e lavoro dei figli nel 55% e nel 73% dei casi.  

Il 55% dei genitori intervistati da LinkedIn ammette di «non sapere molto» sull’attività professionale dei figli. A volte l’incapacità di comprendere si trasforma in una chiusura che condiziona in negativo le scelte dei figli. Matematica, ad esempio, è una delle lauree in grado di fornire le maggiori opportunità per una carriera a livello internazionale ma molti genitori preferiscono ancora orientare i figli verso sbocchi più tradizionali, vedi in particolare Economia e Medicina.   

Le famiglie, ma anche parenti e conoscenti, riescono a far sentire in maniera consistente la propria influenza soprattutto nella ricerca di un’occupazione. L’Isfol in una ricerca del 2011 sottolineava che il 30% di «amici, parenti, conoscenti» aveva un ruolo chiave nella caccia al posto.  In Italia 9 volte su 10 le start up nascono con i soldi di mamma, papà, nonni e zii, come risulta da una ricerca realizzata lo scorso anno dall’Università di Bologna e di Aster.

Fonte stampa.it

 



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