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lunedì, 30 Novembre 2015 Ilquotidianoinclasse.it: i temi della sesta settimana

Si parla di congedo parentale, di privacy ai tempi dell’Isis e di animali da concorsi

Siamo ormai giunti alla sesta settimana del concorso ilquotidianoinclasse.it ed ecco quello che i tre blogger hanno proposto agli studenti. Orsola Riva, blogger per il Corriere della Sera, questa settimana parla di Facebook, lavoro e famiglia. È di qualche giorno fa la notizia che Mark Zuckerberg, il fondatore del Social Network da un miliardo e mezzo di iscritti, ha annunciato l’intenzione di prendersi due mesi di congedo parentale per la nascita della sua prima figlia. Che si tratti di una mossa mediatica, come molti sostengono, o che sia vero, è comunque un passo che lascerà il segno e che farà scuola: è chiaro che, se il direttore di un’azienda si prende il congedo parentale, anche un suo dipendente si sentirà più libero di compiere la stessa scelta. Gli studenti non hanno ancora sperimentato la questione della conciliazione tra lavoro e famiglia, ma possono osservare i propri genitori, soprattutto le mamme, che certamente faranno salti mortali per conciliare casa e lavoro. Questa tematica è molto sentita in Italia, dove le statistiche non sono confortanti: una donna su due, infatti, dopo il primo figlio, lascia il lavoro proprio perché non riesce a conciliarlo con la famiglia e i figli. Recentemente c’è stato un disegno di legge, presentato in Parlamento, sulla falsariga di una proposta proprio del Corriere, che prevede un congedo obbligatorio di 15 giorni per i padri: in questo modo, obbligando un padre ad usufruire del congedo parentale, lo si toglierebbe dall’imbarazzo e si eviterebbe il ricatto psicologico di dimostrare più o meno attaccamento al lavoro. Orsola Riva, dunque, chiede: gli studenti sono d’accordo sul fatto che anche i padri debbano prendersi il congedo parentale? E, più in generale, sono d’accordo sul fatto che la conciliazione tra lavoro e famiglia debba essere ripartita in modo più equo tra uomini e donne, tra madri e padri?

Luca Tremolada, blogger per Il Sole 24 Ore, anche questa settimana parla di ISIS, ma con un taglio diverso rispetto al tema precedente. È evidente che stiamo vivendo nel terrore, proprio a causa del terrorismo: abbiamo paura, certamente, ma quanta ne abbiamo? Questa è la domanda che dovremmo porci: quanto siamo disposti a rinunciare della nostra libertà per avere un po’ me no paura? La Francia, proprio per questo, ha votato delle leggi speciali, modificando la costituzione per combattere il terrorismo. In Italia, invece, si sostiene che le leggi speciali per il momento non sono prioritarie. Il punto è: quanto siamo disposti a rinunciare alla nostra privacy, per stare più tranquilli? Siamo disposti ad accettare che qualcuno guardi il nostro telefono, oppure di non essere veramente soli quando scriviamo sui nostri Soscial Network o, peggio ancora, di non uscire liberamente la sera? Come affrontare questo tema? Tremolada consiglia prima di tutto di documentarsi: cosa sta facendo la politica? Cosa succede all’estero? Gli studenti questa settimana devono provare, dunque, a dimostrare se hanno o meno paura, con una foto, un articolo, un video, in cui spiegano anche il perché.

Gianluigi Schiavon, blogger per Quotidiano Nazionale, parla di animali e, nello specifico, di cani e della consuetudine, ormai molto diffusa, di tagliar loro orecchie e coda per la partecipazione ai concorsi. In Italia esiste una legge, la 201 del 4 novembre 2010, che vieta il taglio di orecchie e coda e, più in generale le mutilazioni, agli animali. Per chi la trasgredisce, sono previste diverse sanzioni: da cinque a trenta mila euro di multa e sino a 18 mesi di carcere. Tuttavia, esiste un modo per aggirarla: la motivazione medico-veterinaria, ovvero se la mutilazione viene giustificata come un intervento per tutelare la salute del cane.  Ed è abbastanza facile che la situazione possa degenerare. È di qualche mese fa, infatti, la notizia che ad una mostra canina tenutasi a Milano sono stati presentati circa 30 mila cani e ben 900 certificati medici che giustificavano la mutilazione di orecchie e coda. Naturalmente è scoppiato un putiferio: i veterinari, quelli onesti, hanno denunciato la questione e le varie procure, a Milano e nel resto d’Italia, hanno iniziato le loro indagini. Ad oggi, in Italia, ci sono circa 300 mostre canine all’anno. Se l’intervento di taglio delle orecchie ha un costo di appena 150 euro e, ad esempio, un mastino neonato può costare duemila euro, se gli si tagliano le orecchie per partecipare, ed essere premiato, ad un concorso canino, il suo valore può arrivare sino ad 80 mila euro! Ecco spiegato il perché di tutto questo meccanismo. Quindi, quello che chiede Schiavon questa settimana è: davvero si deve arrivare a mutilare un cane per vederne la bellezza? Tagliargli le orecchie è vero amore verso l’animale?

Fonte ilquotidianoinclasse.it



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