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martedì, 03 Maggio 2016 Concorso “Il talento? Questione di CL@SSE”

Esempi e talenti della storia attraverso una serie di video realizzati da Pirelli: anni Settanta

Per il primo anno l’Osservatorio Permanente Giovani-Editori promuove in collaborazione con Pirelli il concorso “Il talento? Questione di CL@SSE”, una nuova iniziativa che si prefigge di portare una nuova riflessione nelle classi intorno al tema della valorizzazione di sé stessi, alla scoperta delle qualità e dei talenti di ciascuno. Il dna di Pirelli è da sempre contraddistinto dallo sviluppo e la promozione del talento, elemento imprescindibile per il raggiungimento dell’eccellenza. Scopri di più!

Quali sono stati alcuni esempi e talenti della storia? Nel video che proponiamo questa settimana vengono ripercorsi gli anni Settanta.

Se l’ottimismo era stato il fulcro attorno a cui erano ruotati gran parte degli avvenimenti accaduti negli anni 60, gli anni 70 si contraddistinguono per un diffuso clima di cinismo. Tutte le speranze e i sogni del decennio precedente sono in qualche modo evaporati in virtù di una visione più scettica e distaccata della vita e del mondo. Il sogno degli anni 60 è diventato una lotta per la vita.

Da un punto di vista politico, questa decade ruota in particolare intorno alla contraddittoria figura del presidente americano, Richard Nixon, coinvolto nel 1974 nello scandalo Watergate che riguardò l’abuso di potere da parte della sua amministrazione per indebolire l’opposizione politica dei movimenti pacifisti che non volevano più continuare la guerra nel Vietnam. Allo stesso tempo Nixon apre le frontiere alla Cina: nel 1972 la sua è la prima visita di un presidente americano nel Paese asiatico. L’evento rappresenta un importante passo verso una trasformazione nelle relazioni tra gli Stati Uniti e la Repubblica Popolare Cinese. Mentre la Cina vive la sua ribalta, in Occidente permane un alone di ottimismo che sfocia in un’esplosione di arte. Libertà, trasgressione, creatività e voglia di progresso caratterizzano questa decade. La Pop Art di Andy Wharol si afferma come corrente artistica del momento. Nasce il movimento pacifista degli Hippie che accoglie tra i suoi proseliti schiere di giovani. La moda si colora di fantasie floreali, jeans a campana, stampe psichedeliche, zeppe vertiginose e sandali rasoterra. Dalla metà degli anni '70 inizia poi a diffondersi una nuova cultura dell'abito, fatto di maglioni oversize, kimono e grafiche orientali. Si assiste alla rivincita della maglietta o T-shirt, non più considerata come indumento intimo, ma vero e proprio capo d'abbigliamento con disegni elaborati e stampe che inneggiano a slogan. È così che se da un lato la Cina vive la sua apertura alla globalizzazione economica, dall’altro l’Occidente sperimenta una nuova libertà creativa tanto nell’arte, quanto nella moda. 

 



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