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martedì, 21 Giugno 2016 Maturità 2016: cosa fare la notte prima degli esami

Evitare i ripassi generali, meglio fare delle passeggiate e sfruttare l’ansia a proprio vantaggio

Ormai mancano poche ore all’inizio degli esami di maturità. Liborio Parrino, presidente dell’Associazione italiana di medicina del sonno, dà alcuni consigli ai maturandi per affrontare al meglio la fatidica notte prima degli esami: “la notte prima degli esami di maturità bisogna staccare la spina: meglio fare una bella passeggiata rilassante che un ripasso generale. Il ripasso notturno va assolutamente evitato, specialmente per gli studenti che tendono a essere più ansiosi. Bisogna fermarsi per poter sperare di dormire la notte prima di un impegno così importante come la maturità”.

Secondo Parrino bisogna anche in parte seguire quelli che sono i bioritmi delle singole persone: “Se si è allodole, ovvero mattinieri, è preferibile andare presto a letto come si è abituati a fare tutte le sere e magari concedersi un veloce ripasso la mattina prima degli esami, visto che comunque si tende a svegliarsi presto. I gufi, cioè coloro che tendono ad andare a letto tardi, non dovrebbero fare invece alzatacce: a loro è concesso un piccolo ripasso la sera, ma non più tardi delle nove ”

Parlando di ansia invece sarebbe giusto sfatare alcuni falsi miti e a dirlo è lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro medico Santagostino di Milano “L’ansia ci prepara e ci mette nella prospettiva giusta. Ci fa stare seduti dritti, ci fa reagire con prontezza agli stimoli, rende lucido il nostro sguardo. Essere in ansia non ci deve far vacillare, non ci deve far fare la riflessione che quindi andrà male”. Secondo lo psichiatra per “combattere” l’ansia basta non rimuginare troppo: “Riempiamoci i giorni e le ore prima dell’esame di cose da fare, non rimaniamo in attesa con le mani in mano. Vivere ogni istante intensamente ci distrae dall’ansia, avere sempre prospettive e aspettative sul domani ci condanna a subire l’ansia del giorno prima” e aggiunge che bisogna imparare a relativizzare: “non è una partita da o tutto o nulla. Pensare che sia fondamentale come andrà e catastrofizzare le possibili conseguenze (la figuraccia, il voto basso, la bocciatura), ci mette emotivamente con le spalle al muro: ci fa sentire come se avessimo tutto da perdere. Sentiamoci liberi eventualmente anche di sbagliare, ci stiamo mettendo in gioco ed è normale non essere perfetti”. Sarebbe anche consigliabile, sempre secondo Cucchi, “studiare “sconnessi” da smartphone o altro per facilitare l’attenzione. Prendiamoci invece frequenti pause (ogni 45 minuti) per rispondere a sms e chiamare amici, ci rilasseremo mantenendo sempre alta la qualità dello studio”

Fonte lastampa.it

 

 

 



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