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martedì, 05 Luglio 2016 Esame orale di maturità

Dieci consigli della psicologa Maura Manca contro la tanto temuta scena muta all'esame

Siamo ormai giunti alla fase conclusiva dell’esame di Maturità 2016. Nel corso di questa settimana molti maturanti affronteranno il tanto temuto colloquio orale che porrà fine all’esame e aprirà la strada alle agognate vacanze. Per molti l’esame orale è vissuto con grande angoscia per la paura di  bloccarsi e di non riuscire a proferire parola. Il portale Skuola.net riporta una serie di consigli, dieci per l’esattezza, per evitare la temuta “scena muta”. Il portale ha intervistato la psicoterapeuta e direttore di AdoleScienza.it Maura Manca e ha stilato un decalogo contro il blocco da esame orale, un vero e proprio kit di sopravvivenza contro la scena muta. Ecco dieci punti che spiegano, passo dopo passo, cosa bisogna fare trovandosi in una di queste situazioni. 

1. Mi sveglio dopo una notte insonne e sono agitato, ho paura di non riuscire a proferire parola durante il colloquio orale. Come devo combattere l’ansia? 
"È una prova importante, è l’ultima prima della fine di un ciclo durato 5 lunghi anni. Che l’ansia ci sia è normale, anzi se rimane di sottofondo crea quello stato di allerta, chiamato stress buono, che ci aiuta a mantenere la lucidità. Il problema è quando prende il sopravvento e l’ansia invade la mente, perché la paura di non riuscire ci blocca. La soluzione migliore è quella di cambiare l’impostazione mentale. Se si arriva convinti che non andrà bene, difficilmente andrà tutto al meglio. Si trasmette anche ai commissari e non ha senso precludersi l’esito della prova da soli per la propria negatività. Bisogna darsi la possibilità di dare il meglio, e a prescindere dal voto, uscire soddisfatti di se stessi".

2. I compagni che mi precedono affrontano l'esame orale e mi sale il panico perché sento che al posto loro non saprei rispondere alle domande. Come fare? 
"Man mano che si avvicina il turno l’adrenalina sale, e il corpo e la mente leggono questo stato come una condizione di pericolo: così tutto può sembrare amplificato. Si ha la sensazione di non saper rispondere perché ha preso il sopravvento l’ansia, e la concentrazione non è più sui contenuti ma sulla paura della propria prova. Anche l’attenzione è in calo. Sentiamo le domande e sale la paura di non saper rispondere: il consiglio è mantenere la calma, fare un respiro profondo e liberarsi dai pensieri inutili perché altrimenti ci si sovraccarica inutilmente. Quando sarà il proprio turno la mente si aprirà e si sarà in grado di rispondere alle domande, ma solo se la paura non ha preso il sopravvento. Bisogna rimanere focalizzati sull’ obiettivo e non concentrarsi sul timore di fare di scena muta".  

3. Sto per sedermi davanti alla commissione e mi sento improvvisamente debole, mi gira la testa, ho la bocca secca e mi sudano le mani. Cosa devo fare? 
"Una volta seduti su quella fatidica sedia è normale avere un picco di adrenalina e in alcuni casi anche di ansia. Prende allo stomaco e alla testa, ma bisogna essere consapevoli che queste sono sensazioni tipiche del momento.  Non bisogna aver paura di sentirsi male, o si creerà una condizione di stress aggiuntivo. Quindi è necessario respirare con calma e non dar peso ai sintomi: dopo la prima domanda passerà tutto. 
Durante i cinque anni di scuola sono state superate tante prove ed interrogazioni, anche senza essere preparati e in condizioni più difficili. E’ importante guardare la commissione, sedersi comodi e domandarsi: ma perché deve andare male? A quel punto non resta che trasformare la paura in pensiero positivo
". 

4. Ho scelto l’argomento della mia tesina perché conosco la tematica ma appena il professore mi chiede di introdurla, ho la mente annebbiata… 
"E’ bene prepararsi a ogni evenienza: si sa che la tesina ha un ruolo principale durante l’esame orale, quindi è necessario avere già pronta qualche alternativa al vostro discorso introduttivo, in modo da essere pronti a cambiare in base ciò che viene chiesto. Nell’istante in cui arriva la domanda, l’ansia ha il suo picco: ma sapendo che tutto questo è perfettamente normale, non ci si agiterà ulteriormente. Anzi, la mente si calma, e con un bel respiro e la nebbia sparirà. E d’aiuto appuntarsi alcune parole chiave legate alla tesina che possano essere utili nei momenti di difficoltà. Questo perché se siamo un attimo “in palla”, la parola chiave permette di richiamare dalla memoria tutto ciò che è immagazzinato". 

5. Mentre espongo la mia tesina, mi accorgo che non riesco a spiegare i concetti che ho in mente. I prof mi chiedono spiegazioni ma continuo a non riuscire ad esprimermi. Eppure nella mia testa è tutto chiaro. Cosa mi sta succedendo? 
"L’ansia e la paura di fallire stanno prendendo il sopravvento. In quel momento è importante ripartire. Bisogna mettere un punto al pensiero contorto che si sta esponendo e ascoltarsi: probabilmente la tensione ha portato a parlare senza seguire il filo logico che ci si era preparati. Meglio fare una pausa e ricominciare. I professori, poi, non conoscono l’argomento della tesina, ed è quindi essenziale essere molto lineari e semplici nell’esposizione senza dare nulla per scontato. Parole scandite e sguardo alto, senza andare troppo di corsa e di fretta, o si mostrerà tutta la propria ansia. Evitare di esprimere nervosismo anche con il linguaggio del corpo: rimanete fermi, composti e concentrati”. 

6. Sto parlando della mia tesina ma all’improvviso mi dimentico cosa sto dicendo e perdo il filo. Non riesco ad andare avanti. Perché? 
"Bisogna sempre rimanere concentrati durante l’arco di tutta la prova orale, perché se si molla a livello psicologico si rischia un piccolo scarico, con la possibilità di farsi prendere dall’emotività. In quei casi, cercare di richiamare alla mente alcune parole chiave appuntate durante la stesura della tesina, aiuta sempre a riprendere le fila del discorso. Se non ci si ricorda proprio niente, è meglio continuare a parlare, perché man mano che si parla si riprende il filo del discorso: bisogna essere reattivi e pronti a recuperare quando più serve. Se infatti in quel momento si pensa al peggio, di sicuro non si ricorderà più niente: alla memoria basta solo un semplice aggancio. Se mentre si sta esponendo un argomento, la testa pensa che non si sta facendo bene, o al voto finale, si rischia di passare da un vuoto transitorio a un blocco vero e proprio". 

7. Il prof della mia materia preferita mi fa una domanda. Ho sempre studiato con regolarità, ho il massimo dei voti in quella materia eppure ho un vuoto. Come posso superare il momento? 
"Probabilmente in questo caso scatta un po’ di ansia da prestazione. Appunto perché si è andati sempre bene, non si deve sbagliare proprio all’esame di maturità. Si pensa che il prof si aspetti un successo, senza il minimo intoppo. Questo però può portare tensione: il consiglio è invece pensare solo ed esclusivamente al qui ed ora. Dopo un respiro profondo, si deve provare a rispondere avendo cercato un aggancio su tutto il materiale studiato. Man mano che si parla viene tutto in mente, ma solo se sono stati eliminati dalla testa i pensieri negativi e la paura di deludere il prof". 

8. Mi fanno una domanda di un argomento che non ho studiato a sufficienza, proprio quello che non avrei mai voluto mi chiedessero. Cosa fare in questi casi? 
"Può capitare, però bisogna sempre cercare di rispondere ed evitare assolutamente di fare scena muta. Di nuovo, bisogna eliminare dalla mente i pensieri catastrofici e creare un filo logico per tessere un discorso. Si può provare a mettere in ordine tutto quello che si ricorda, magari iniziare a rispondere e poi molto agilmente provare a traghettare il discorso verso qualcosa di cui si è più sicuri. La cosa importante è evitare di mostrarsi in difficoltà, e semplicemente continuare a fare quello che si stava facendo fino ad un secondo prima. In quel momento non bisogna dare spazio né alla rabbia, né all'ansia. Dopo ci si può lamentare quanto si vuole, ma in quel momento bisogna rispondere". 

9. Ho quasi finito l’esame e improvvisamente mi torna in mente la risposta corretta ad una delle domande precedenti, a cui non ho risposto oppure ho risposto solo parzialmente. Cerco di recuperare il discorso oppure ormai è troppo tardi? 
"Questo accade molto più spesso di quanto si possa pensare, perché man mano che si va avanti la tensione si scarica e quindi la mente si apre ed è possibile che tornino ricordi di ciò che si era transitoriamente scordato. Quindi, se si riesce a creare un collegamento logico e a riprendere le fila del discorso precedente ha senso tornarci e tentare di strappare qualche punto in più alla commissione. Ma se bisogna interrompere un discorso totalmente differente per tornare ad un argomento ormai chiuso, non depone benissimo perché sembra che si abbia l’ansia di dimostrare. In quel caso pazienza, è andata così, salvo che il prof non faccia delle domande o ci sia qualche argomento che può essere vicino e quindi permette il collegamento". 

10. Torno a casa e ripenso al mio orale. Inizio ad avere mille dubbi su come sia andato, sulle risposte che potevo dare e quelle che invece ho dato. Non riesco a scaricare la tensione accumulata e a rilassarmi. Che devo fare? 
"Ormai è finita, che il pensiero torni all’esame è normale, ma è davvero inutile farsi invadere dai pensieri negativi. Non si possono cambiare le cose, ormai. Va bene invece fare solo un piccolo check di quello che si è detto per avere un’idea di come possa essere andato l’esame. Emergeranno tanti pensieri e ricordi di ciò si poteva dire, che si poteva esporre meglio. No alla disperazione e ai sensi di colpa, perché in un contesto d’esame la tensione e la ansia possono fare qualche brutto scherzo alla memoria. Bisogna essere soddisfatti di se stessi e del percorso fatto, senza rovinarsi la giornata di chiusura di un percorso che ha trasformato degli adolescenti in persone adulte. Dovete essere orgogliosi, ce l’avete fatta, godetevi il risultato dei vostri sforzi e siate pronti a partire per una nuova fantastica sfida". 

Fonte lastampa.it



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