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lunedì, 18 Luglio 2016 La Scuola Open Source che nasce dalla community

Succede a Bari: docenti, studenti e tutta la community danno vita ad un nuovo laboratorio

Un gruppo di designer, ingegneri e informatici di Bari si sono registrati alla Camera di Commercio con la dicitura “Università popolare”, una definizione che sta anche per Scuola Open Source (Sos), un’istituzione culturale che punta soprattutto all’universalità del sapere. Per i laboratori, che hanno preso il via il 18 luglio, sono previsti interventi di esperti di varie discipline che vanno dalla semiotica (con Salvatore Zingale, che viene dal Politecnico di Milano dove guida l’Humanities Design), alla grafica (con Giovanni Anceschi), all’informatica (con Agnese Addone, digital champion di Coderdojo a Roma).

Ventiquattro tra docenti e tutori che assieme a 60 studenti selezionati e a tutta la community della Sos che lavoreranno assieme per 12 giorni. Sos prende spunto dalle Università nate nel Medioevo per riscoprire quel senso di associazione, che equivale a progettare assieme. Dal confronto collettivo nascerà la scuola stessa, secondo tre diverse direttrici: l’identità della Sos (brand identity, strategia digitale, sito web, processi e prodotti editoriali, video), gli strumenti (un sistema di accesso sicuro h24, progetto per una moneta interna, set up degli spazi, co-living/open data, impostazione del concept di un gestionale per la scuola) e infine i processi della scuola (processi didattica, ricerca, co-living, spinoff, impostazione del concept di un gestionale, funzioni del sito web, documentazione, co-living/open data, creazione di indicatori e metriche per misurare i risultati).

Non manca anche lo spirito divulgativo. Dalla scuola che si progetterà nascerà un luogo di ricerca permanente sulle frontiere dell’innovazione ma anche di divulgazione di saperi. “Abbiamo già avviato un dialogo con la Regione – spiega Alessandro Tartaglia, designer e animatore del progetto – L’idea è quella di aprire tavoli tematici con cluster di imprese locali,  ascoltare i bisogni di innovazione e progettare soluzioni utili. Con alcune realtà Sos ha già avviato collaborazioni. Per esempio formerà il personale di Leroy Merlin all’uso di alcune tecnologiche, in cambio della fornitura di materiale gratuito per la scuola stessa. Inoltre stiamo progettando moduli didattici che coinvolgano segmenti di pubblico diversi. Per esempio, ragazzi e pensionati potrebbero co-porgettare dei giochi. Inoltre stiamo pensando a un modulo di progettazione di social business rivolto agli immigrati”.

Fonte nova.ilsole24ore.com



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