imagihttps://osservatorionline.it/media///2019/03/giornale-sicilia.png

giovedì, 06 Ottobre 2016 "Flipped Classroom"

La classe capovolta grazie alla tecnologia digitale: ecco un nuovo metodo didattico

Le Flipped Classroom sono le classi in cui gli studenti lavorano in squadra con smartphone, tablet e pc, mentre a casa si apprende la lezione da video, e altri contenuti digitali, appositamente realizzati dai docenti. Si tratta di un metodo didattico innovativo che sta cominciando a ricevere anche il favore dei docenti italiani. Attraverso questa metodologia, nata in America negli anni ’90, si vuole cercare di garantire una migliore e una più efficace formazione dello studente, oltre ad una didattica più inclusiva. Lo si fa spostando la tradizionale lezione frontale a casa. Niente più docenti che spiegano matematica col gesso alla lavagna. In una classe capovolta si fanno insieme i compiti e gli esercizi, anche i più difficili. Il contrario di quello che avviene normalmente. E i nuovi mezzi tecnologici svolgono una funzione fondamentale nell’attività della flipped classroom. 

A casa, gli studenti possono, ad esempio, sfruttare i moderni dispositivi, come tablet e smartphone, per guardare il video di una lezione del loro insegnante, scaricato sui dispositivi. Oppure le clip, su vari temi, vengono autoprodotte dagli stessi alunni e postate online su Youtube per poter essere condivise e riviste.

Ecco un esempio di impiego innovativo della tecnologia digitale a scuola: Alfonso D’Ambrosio, professore di fisica e matematica dell’IIS Cattaneo-Mattei di Monselice, ha trasformato lo smartphone in un efficace strumento di apprendimento di pratica scientifica per i suoi alunni. Attraverso il cellulare, i suoi studenti sono in grado di misurare pressione, temperatura, onde sonore, accelerazione di gravità, o studiare il magnetismo terrestre. Il telefonino, che dalle mani abili degli alunni guidati da Alfonso D’Ambrosio viene utilizzato in tutto il suo potenziale, può diventare anche un microscopio per osservare gli insetti in un parco, o una specie di contatore Geiger per rilevare la radioattività residua in un ospedale. 

Fonte lastampa.it



pag. 1   2   3   4   5   6