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venerdì, 02 Dicembre 2016 “Cittadinanza InFormazione”

Ecco quello che è accaduto a La Spezia nel corso della prima giornata del convegno

Al termine del primo giorno di lavori del convegno “Cittadinanza InFormazione”, un’iniziativa voluta dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, presieduto da Andrea Ceccherini, con la collaborazione della Fondazione Carispezia, presieduta da Matteo Melley, ne si evince che per avere un  giornalismo di qualità contro le bugie della Rete è necessario anche “riflettere e verificare”. Questa due giorni, condotta dalla giornalista Sky Maria Latella, nasce per mettere a confronto quasi mille studenti, su quelli che possono essere gli strumenti a loro utili per maturare lo spirito critico cercando di andare oltre le sole notizie dei social network, con alcuni dei maggiori esponenti del giornalismo mondiale, del mondo economico- bancario e di quello cattolico.

Bombardati dalle migliaia di notizie che affollano la Rete, capire quando una notizia è attendibile è sempre più difficile e riconoscere le “bufale” diventa quindi indispensabile. Dopo i saluti e l’introduzione del presidente della Fondazione Carispezia, Matteo Melley, è stata Vivian Schiller, una delle consulenti più ascoltate nel mondo digitale e nella Silicon Valley nonché ex capo delle news di Twitter, e già Presidente della NPR (National Public Radio americana), a cercare di spiegare agli studenti come le bufale in Rete abbiamo avuto, ad esempio, “un grande ruolo durante le elezioni presidenziali negli Usa”. Anche per questo molto è importante puntare sul giornalismo di qualità. “Un modello che non può essere gratis perché il cronista deve andare sul campo per scrivere oggettivamente”. La Schiller ha anche ricordato che prima di condividere una notizia sui social “occorre pensare, andare oltre il titolo, controllare la data dell’articolo e se il giornalista è serio”. La scrupolosità del professionista è stata ripresa da Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera. “I giornali devono informare e separare le opinioni dai fatti e riportarli nel modo più oggettivo possibile perché se invece un giornalista diventa un capopopolo viene meno al suo mestiere”.

Nel corso del pomeriggio sono stati toccati anche altri temi come quello della povertà: ne hanno parlato Ferruccio de Bortoli, editorialista del Corriere, e Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Associazione di fondazioni e di casse di risparmio (Acri), che ha negato che “i giovani italiani siano bamboccioni perché vogliono studiare, lavorare, andare all’estero, ma se in famiglia non si hanno i mezzi come si fa?”. Per de Bortoli invece “la civiltà di un Paese si valuta da come tratta gli ultimi, che non sono scarti. Ma in questi anni è nato un giornalismo che parla di buone notizie e volontariato”. E ancora, in chiusura, Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Conferenza episcopale italiana, dialogando con Roberto Napoletano, direttore de Il Sole 24 Ore, ha analizzato come “il tentativo di far coincidere sazietà con gioia di vivere è fallito ovunque e oggi c’è tanta gente che ha da mangiare ma non è capace di sperare perché manca la prospettiva”.

Fonte corriere.it



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