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mercoledì, 25 Gennaio 2017 Ilquotidianoinclasse.it: i temi della quattordicesima settimana

Questa settimana si parla di Brexit, di Cina e Stati Uniti e di giocattoli “impiccioni”

Orsola Riva, per Corriere della Seraquesta settimana parla di Brexit Qualche giorno fa la Primo Ministro Theresa May ha dichiarato la sua intenzione di dare un taglio netto con l’Europa, a seguito del referendum con cui gli inglesi hanno deciso di uscire dall’Unione Europea. Non ci saranno quindi mezze misure: l’uscita dell’Inghilterra non soltanto dall’Unione Europea, ma anche dal Mercato comune, porterà di nuovo delle restrizioni nell’ingresso dei cittadini europei. Finisce così la possibilità di andare a Londra senza esibire i documenti: ciò rappresenta sicuramente un passo indietro per entrambe le parti, ma è pur vero che forse gli inglesi non si sono mai sentiti davvero europei. Non è altrettanto vero il contrario. Londra, il rito del the delle 5, il piccolo George, il London Eye, i Queen, Harry Potter: a dispetto della Brexit, tutti noi ci sentiamo un po’ inglesi. Proprio per questo motivo, Orsola Riva chiede: che cos’è l’Inghilterra per gli studenti? Che cosa rappresenta?

Luca Tremolada per Il Sole 24 Ore  parla della Cina comunista globale e gli stati Uniti pro dazi: un mondo alla rovescia.  A Davos, al Forum Economico Mondiale, il premier cinese si è detto favorevole alla globalizzazione. Contestualmente il premier britannico ha minacciato l’Europa di isolarsi ancora di più. Dall’altra parte dell’oceano Trump promette dazi in tutto il mondo, la grande patria del liberismo decide così  di difendersi dal commercio internazionale.
Apparentemente il nostro  sembra un mondo al contrario rispetto a quello raccontato nei libri di scuola. Apparentemente nulla sembra più quello che era in passato. Tremolada chiede:  quello in cui vi viviamo è veramente un mondo alla rovescia?

Gianluigi Schiavon, per Quotidiano Nazionale, affronta il tema giocattoli impiccioni, bambole che violano la privacy.  In America sono in commercio bambole che registrano le conversazioni che i bambini hanno con loro per poi archiviarle. Le associazioni d’America e d’Europa ce l’hanno con loro perché “i dialoghi dei bambini, dopo esser stati registrati, verrebbero venduti ad industrie di marketing per usare le famiglie dei piccoli come target dei loro prodotti”.   Dove finiscono veramente questi dati?  Qualcuno pensa nelle mani di strutture militari, corpi di polizia o la stessa magistratura. Nuance comunicazione smentisce e dice di “non usare i dati raccolti per scopi commerciali”. Ma se un hacker intervenisse sui bambolotti? Schiavon chiede: pupazzi impiccioni, giocattoli che fanno la spia, la tecnologia ci sta davvero divorando?



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