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Scheda guida per la realizzazione di un report giornalistico (testo) e di un servizio TG (video) su un tema di approfondimento a cura di Piero Cattaneo

Criteri di scelta e pericoli da evitare

La scelta di un tema/argomento su cui coinvolgere una classe per un approfondimento presuppone da parte del docente la sensibilità di cogliere una “questione” che sappia coinvolgere gli allievi e che abbia una rilevanza significativa nel processo di apprendimento, facilitando e stimolando confronti tra di loro, dibattiti e discussioni anche con “terzi” (es. docenti, esperti esterni, ecc.), ricerche per acquisire informazioni ulteriori e/o per verificare i dati in possesso per verificarne la correttezza , la validità e l’affidabilità. In questo momento storico molte sono le questioni su cui sarebbero opportuni approfondimenti condotti in classe e documentati da testi scritti e/o video o affrontati con la presenza in classe di esperti sui temi scelti o di testimoni diretti di eventi collegati alle questioni che si stanno affrontando. A titolo esemplificativo ne ricordiamo due: “Le periferie al centro del futuro” e “Innovazione, solidarietà e comunicazione”.

I due temi proposti (come esempi, ma se ne potrebbero ovviamente fare altri) permettono ai docenti e agli allievi di cogliere i criteri che stanno alla base di una qualsiasi scelta di un approfondimento e soprattutto aiutano a non cadere in “trappole” correlate alle mode culturali e/o di costume, o peggio al gossip o dare retta a “bufale” che spesso invadono i mass media e i social network. Altro rischio da evitare è l’abitudine del ricorso a “stereotipi” concettuali, linguistici e rappresentativi di idee ormai superate e non più rispondenti a nuove posizioni valoriali, culturali,  politico-sociali ed economiche. Un genere letterario da consigliare per un approfondimento è il “racconto”. Ricorrere al racconto di una storia, di una esperienza collegata ad una questione dibattuta, di rilevanza personale e/o sociale è molto importante, perché, come scrive Maurizio Maggioni, scrittore “Siamo storie, siamo le storie a cui apparteniamo, siamo le storie che abbiamo ascoltato. Dare voce alle storie di vita. Questa è l’unica rivoluzione che posso fare. Io racconto perché incontro. E ogni incontro modifica. Ma si può stare immobili davanti alle cose, agli eventi, alle trasformazioni”.

Ora un approfondimento necessariamente si differenzia dalla cronaca e dall’ attualità;  in ogni caso l’approfondimento ha un riferimento preciso ad un “contenuto” (che cosa si vuol approfondire? Perché si vuole approfondire? Qual è il valore aggiunto dell’approfondimento rispetto al report giornalistico relativo ad un fatto di cronaca? Ma ovviamente …prende le distanze ( e non solo temporali dal fatto o dall’evento stesso)   per poterne esaminare  le cause, gli effetti, i confini e le estensioni, le sfumature e ..gli aspetti meno immediati, le conseguenze e le prospettive future, le proposte di ulteriori approfondimenti, ecc. E soprattutto, un aspetto particolarmente importante, e la messa in luce fin dall’inizio del “ racconto” qual è il rapporto tra chi propone un approfondimento e l’esperienza personale di chi lo racconta o illustra o presenta ai lettori (es. con un testo scritto – servizio giornalistico) o lo narra o lo commenta con una filmato o una sequenza di immagini o una musica.

 

Ricerca delle fonti e delle informazioni

Verifica della veridicità e attendibilità

Nella preparazione di un servizio giornalistico o di un TG di approfondimento, la scelta e il controllo delle fonti, dei dati e delle informazioni raccolti e che vengono utilizzati nel mettere a punto l’approfondimento, assumono un rilievo e un significato molto importante. Ogni servizio giornalistico o video richiede, al di là del racconto personale del giornalista in merito alla questione che si sta affrontando, riferimenti culturali, storici, sociali, scientifici, letterari utili all’approfondimento del tema o della questione affrontata e che in ogni caso vanno sempre verificati.

Ed è proprio nella logica del “racconto” (sia su supporto cartaceo che tramite video) che il giornalista esprima sue interpretazioni, formuli ipotesi, richiami l’attenzione su punti essenziali, provochi o stimoli l’interesse e la curiosità del lettore e/o degli utenti del TG perché, a loro volta,  si formino le loro opinioni e ricerchino proprie ipotesi di soluzione o traggano conseguenze per scelte personali future. In riferimento alle questioni prese come esempio risulta significativo preparare un servizio giornalistico (testo) su “Periferie al Centro”. “Periferie” è la parola chiave per capire Papa Francesco. Ma lui non propone progetti, bensì processi: andare, uscire, radicarsi in questi luoghi che sono il vero cuore della città. Ed ecco allora la necessità per i ragazzi di una classe di “riflettere” sulle periferie delle loro città.

Come sono? Chi vive nelle periferie? Come sono tenute. Nelle grandi città e nei piccoli centri. Spesso, soprattutto nelle grandi metropoli (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Catania) “le periferie cambiano dal basso”: straordinari laboratori di buone pratiche e di innovazioni sociali si incontrano non appena ci si inoltra nel vissuto della periferia: aule scolastiche tenute aperte durante l’estate con laboratori per ragazzi e mamme (Scampia a Napoli); teatro a Catania, i percussionisti che a Tamburi, quartiere di Taranto, dettano i tempi di una possibile rinascita. A Napoli, quartiere Bona, una squadra di calcio arruola ragazzi di tutte le etnie, rom compresi . E dimostra di saper vincere. E nella piccola Mantova, al quartiere Lunetta, si può andare a vedere cosa significa far davvero intercultura. In pochi sanno “portare intorno” (che è il significato di periferia) gli sguardi, i pensieri e le attenzioni verso i bordi. Inoltre la periferia è melange, commistione: in periferia si sperimenta , in centro si conserva. Uno stimolo particolarmente forte arriva dall’antropologo Arjun Appadurai che nella sua riflessione “Dal Probabile al Possibile” (in “Vita” 9 settembre 2016) afferma:

Nel cuore delle  nostre città o al loro margini, nel pieno delle loro periferie e persino nelle periferie delle periferie, dobbiamo essere mediatori, catalizzatori e promotori di un’etica della probabilità. Dobbiamo favorire ciò che può accadere, non attendere passivamente  ciò che , grazie alla nostra inerzia, è provabile che accada.” Accanto al “racconto” di quanto avviene già, un approfondimento cerca di rispondere anche ad altre domande. E allora quale migliore opportunità di raccogliere domande nelle classe, nella scuola, nel quartiere, nella circoscrizione della propria città per migliorare le periferie, per migliorare le nostre città, per  migliorare non solo le periferie…..urbane, ma anche e soprattutto, come dice Papa Bergoglio, le periferie …esistenziali.

 

Indicazioni operative per la redazione del Report Giornalistico (Servizio Giornalistico di approfondimento)

Un report giornalistico di approfondimento non può essere un testo lungo: la brevità del testo è un requisito fondamentale per la coerenza con il taglio e i tempi di lettura del testo.

Quindi in sintesi gli elementi caratterizzanti sono sicuramente:

-   un titolo efficace che in poche parole faccia cogliere al lettore quale argomento o questione si vuole approfondire. Il titolo può essere formulato anche con una domanda oppure può avere un sottotitolo che puntualizzi o focalizzi meglio la questione.

Esempio: ricorrendo all’esempio precedente delle “Periferie”, alcuni tutoli potrebbero essere:

 - Le periferie al centro del futuro

 - Pensare oltre gli stereotipi

 - La periferia cambia dal basso

 - Al lavoro per “fare luoghi”

 - Partire dalle periferie per “ricominciare” la storia di una città?

margini del problema e guardarlo da fuori. Mettersi cioè alla periferia delle cose. Sul limitare, infatti, si è meno coinvolti, si tiene una via di fuga aperta, si mette una distanza tra noi e le cose centrali” (Periferia, Guido Bosticco)

- uno stile accattivante: in ogni caso, per ciascun approfondimento, è sempre importante avere il coraggio di “buttare il cuore” oltre l’ostacolo e cercare di capire come l’ “altro” o l’ “altrove” possano di fatto aprire nuovi orizzonti.

la focalizzazione sui punti che si ritengono essenziali e di maggior appeal per il lettore e/o per chi vede il TG.

In questo caso, potrebbero risultare particolarmente interessanti le “narrazioni” brevi di “esperienze” come sono vissute le periferie dai ragazzi, dai genitori, e registrare i loro racconti. Con un video si potrebbero filmare e raccogliere le “esperienze” più ricche di novità, più creative, più frequentate dai ragazzi. Le periferie possono essere urbane  e umane e le due possono coincidere o no. Per esempio le periferie umane sono gli anziani nella città. Ovunque siano collocati urbanisticamente, essi sono “periferici”. Poi ci sono le generazioni periferiche, i gruppi periferici……la nostra società crea continuamente  periferie umane perché è una società dell’utile, è una  società che con internet  ognuno si collega a migliaia di chilometri di distanza, ma evita la realtà della prossimità.

-  l’efficacia della comunicazione è garantita nel caso del report di approfondimento dall’uso di parole chiave, da brevi sintesi o sommari all’inizio di ogni paragrafo del testo, oppure affiancando il testo da colonne di sintesi in cui raccogliere gli elementi essenziali riferite a eventuali interlocutori e/o esperti di riferimento oppure da brevi schede di sintesi per chiarimenti lessicali e concettuali.

-  è buona norma mantenere sempre separata l’interpretazione del dato obiettivo di riferimento. In ogni approfondimento è comunque importante riportare le idee, le convinzioni, le osservazioni e le riflessioni di “esperti” diversi dal giornalista che redige il testo dell’approfondimento.

Nel caso del TG: SKY ACADEMY

Nel caso del REPORT SCRITTO  non guastano le foto o eventuali schemi o grafici che possano richiamare l’attenzione del lettore sugli elementi essenziali della questione esaminata.

di Piero Cattaneo

Docente a contratto presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Piacenza e coordinatore didattico dei Licei dell’Istituto Sociale di Torino