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lunedì, 27 Febbraio 2017 Ilquotidianoinclasse.it: i temi della diciannovesima settimana

Si parla del caso delle palme Duomo di Milano, di social network e della Maturità 2018

Orsola Riva, per Corriere della Sera, parla della vicenda delle palme del Duomo di Milano. Si tratta di un arredo urbano sponsorizzato da Starbucks che può piacere o non piacere, ma si è scatenata una vera e proprio campagna d’odio. Le critiche sono state rivolte a Starbucks stesso, e alla città di Milano che con le palme si è completamente arresa all’arabizzazione del proprio territorio. Alcuni militanti leghisti si sono divertiti a distribuire banani, e poco importa che botanici e storici dell’arte abbiano ampiamente spiegato che le palme fanno parte anche della nostra storia, che nell’800 i giardini brianzoli o sul lago erano pieni di queste piante, la campagna d’odio è andata avanti. Domenica notte un gruppo di ragazzi ha dato fuoco a tre di queste palme. Non la prima volta che l’ipotesi di piantare delle palme in una città che ne avrebbe tanto bisogno come Milano, suscita grandi critiche. Orsola Riva chiede: E’ possibile che con tutti i problemi che le grandi città hanno ci si metta a litigare per quattro palme? E da cosa scaturisce tutto l’odio suscitato da queste piante?

Luca Tremolada, per il Sole 24Ore, parla dei social network. I social network aiutano a capire il mondo? Oppure tengno chiusi come in una bolla dove, come nei bar più piccoli, si incontrano sempre le stesse persone e si parla sempre delle stesse cose. L’ultimo rapporto di We Are Social che fotografa le attitudini e gli interessi degli italiani su internet ci racconta che gli italiani si concentrano soprattutto sui social. Agli italiani piace tanto stare su Wathsapp, su Facebook, stare dentro al mondo di Google. Forse ci stiamo perdendo qualcosa? Luca Tremolada domanda: cosa chiedereste ad un social network? Cosa realmente volete da un social network?

Gianluigi Schiavon, per Quotidiano Nazionale, parla della nuova maturità 2018. Per essere ammessi all’esame basterà, dall’anno prossimo, avere la media del sei, niente più sufficienze obbligatorie in tutte le materie, si tratta dell’effetto “Buona Scuola” anche se di buona ormai è rimasto soltanto l’aggettivo. Dal 2018 le regole saranno queste: per essere ammessi alla maturità bisognerà avere partecipato all’esperienza di alternanza scuola-lavoro, il che significa 200 ore per i licei e 400 per gli istituti tecnici e professionali. Ad aprile poi si dovrà sostenere la prova Invalsi al fine di saggiare le competenze in italiano, matematica e inglese; e il test influirà sul voto dell’esame di Stato. La novità principale comunque resta l’ammissione all’esame che potrà essere raggiunta con la media del sei compreso il voto di condotta. Dunque lo studente non si giocherà tutto il suo percorso scolastico in un solo esame, ma influirà sul voto anche la carriera scolastica. Le prove scritte non saranno più tre, ma due. Il famoso “quizzone”, infatti, è stato eliminato. Le due prove saranno su italiano e l’altra tra le materie caratterizzanti l’indirizzo di studio. Gianluigi Schiavon chiede ai ragazzi: vi piace la nuova maturità? La ritenete più o meno meritocratica?

 



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