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venerdì, 07 Luglio 2017 Prove Invalsi 2017: ecco come sono andate

Lombardia e Veneto tra le migliori, Calabria e Sicilia tra le ultime. Exploit per la Basilicata

n questi giorni sono stati resi noti i risultati delle prove Invalsi 2017, ovvero le prove di italiano e matematica che si sono state svolte nel mese di maggio da 2milioni e 230mila alunni della scuola primaria (classi II e V), della scuola secondaria di primo grado (classe III) e di quella di secondo grado (classe II). I risultati evidenziano alcune conferme e alcuni segnali d’allarme. Nord Est e Nord Ovest restano le realtà più virtuose, con gli istituti tecnici che ottengono risultati anche migliori dei licei. Il Centro è nella media nazionale, con punte di eccellenza soprattutto nelle primarie e alle medie. Il Sud arranca, con l’eccezione della Puglia.

Quello che emerge subito, secondo l’ente che eroga le prove: “a livello nazionale si conferma che gli allievi delle scuole italiane riescono a rispondere positivamente alle domande che riguardano i principali traguardi di apprendimento definiti dalle Indicazioni nazionali e dalle Linee guida, anche se permangono considerevoli differenze all’interno del Paese”. Queste differenze confermano, sia per la matematica che per l'italiano, che i risultati migliori sono stati registrati dagli studenti di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia (con ottimi risultati anche della provincia di Trento). Mentre arrancano Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Bene Molise e Abruzzo. In calo il fenomeno degli “aiutini” da parte dei docenti e quello delle copiature. “Per quanto permangano divari territoriali di una certa entità, si conferma una sensibile riduzione dei fenomeni di cheating nella prova nazionale. In particolare, si riscontrano sensibili riduzioni del fenomeno in alcune regioni del Mezzogiorno (Campania e Calabria) in cui esso è ancora più presente”.

Nelle prove di italiano (comprensione della lettura e grammatica), anche quest’anno si conferma che gli studenti mostrano più difficoltà ad affrontare testi meno praticati a scuola, come quelli espositivi, argomentativi e discontinui. Per matematica i risultati sono “ancora non del tutto soddisfacenti e fortemente differenziati nel Paese”. Peraltro, “è continuato - spiega l'invalsi - lo sforzo per arricchire le prove di Matematica, dando ampio spazio ai quesiti di tutte le difficoltà, da quelli più facili a quelli di argomentazione e di rappresentazione di strategie risolutive”.

Un altro elemento che si evince da questi risultati è che a livello di scuola primaria gli alunni presentano le stesse potenzialità: il livello di partenza è molto simili in tutte le aree del Paese. Ma man mano che si procede con il livello di scuola, tendono a differenziarsi, anche sensibilmente. Sintetizzando, nella scuola primaria, i risultati del Nord-Est, del Centro e del Sud sono relativamente uniformi e differenze significative rispetto alla media nazionale, per altro sempre contenute al di sotto dei 10 punti, si osservano solo per il Nord-Ovest da una parte e il Sud e Isole dall’altra. In terza media, Nord-Ovest e Nord-Est conseguono risultati significativamente superiori alla media nazionale, il Centro risultati intorno alla media e il Sud e il Sud e Isole, al di sotto. Le differenze di risultati fra le macro-aree si confermano e si consolidano ulteriormente nella classe seconda della scuola secondaria di secondo grado, dove le differenze si attestano, in Italiano, a 12 punti per il Sud e a 24 punti per il Sud e Isole, e in Matematica a 24 e 35 punti.

Quanto alle differenze di genere, risulta sostanzialmente confermato il dato emerso dalle indagini internazionali. A livello nazionale i maschi ottengono un punteggio più basso delle femmine nella prova di Italiano e un punteggio più alto nella prova di Matematica. In Italiano gli alunni stranieri ottengono risultati più bassi dei loro omologhi italiani anche se i divari si riducono per gli stranieri di seconda generazione. Gli scarti sono comunque più piccoli in matematica che in italiano. Nel corso dell’itinerario scolastico, poi, il divario fra italiani e stranieri di seconda generazione diminuisce passando dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado, cosicché, alla fine del primo ciclo d’istruzione (livello 8), la distanza fra i primi e i secondi risulta di 10 punti circa in italiano e di 6 punti circa in matematica. La differenza nei livelli di apprendimento degli studenti d’origine immigrata nati in Italia rispetto agli alunni italiani torna di nuovo a crescere nella scuola secondaria superiore, di circa 4 punti in italiano e di circa 1 punto in matematica.

Fonte corriere.it



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