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L'approfondimento

Giovani, amicizie e web

Giovani? A chi ci si riferisce con questa definizione? Oggi la categoria dei giovani è senza dubbio quella sociologicamente più difficile da determinare. In questo approfondimento si parlerà e ci si riferirà ai giovani intesi come “adolescenti”, cioè ai ragazzi della fascia d’età compresa tra i 13 e i 19 anni. Nell’esperienza specifica il riferimento è ai giovani che frequentano la scuola secondaria di secondo grado.

Proposta per la progettazione di un servizio giornalistico video per un Tg e per la redazione di un testo pensato e scritto per un Quotidiano nazionale.

La proposta riguarda vari aspetti della tematica/problematica proposta e ovviamente spetterà ai docenti selezionare le fasi o gli aspetti delle tematiche che si riterranno più significative e motivanti per gli allievi. Il percorso da proporre ai docenti per la progettazione del servizio giornalistico potrebbe prevedere quattro fasi, a partire dalla domanda di fondo: iperconnessi e bisognosi di legami. Quali relazioni tra i giovani di oggi?

1^ fase. L’adolescenza si connota per la straordinaria instabilità di chi la vive

Il servizio giornalistico, sia nella sua versione video che testuale, potrebbe partire presentando con immagini, interviste, commenti di ragazzi, insegnanti e genitori le varie forme di instabilità: instabilità dell’umore (le montagne russe emotive sono una costante fra i 15 e 16 anni); periodica oscillazione fra felicità estrema e infinita tristezza; instabilità del corpo, le trasformazioni del corpo, i problemi legati all’identità di genere.

Il servizio giornalistico terminerà mettendo in evidenza, in questo scenario di mutevolezza e di instabilità, la dimensione costante che rimane stabile durante l’intera adolescenza: il bisogno di nuovi contatti e relazioni.

È importante far emergere nel servizio la necessità dei giovani adolescenti a confrontarsi con gli altri, con un mondo di persone che non abitano “in casa” e di cui non possono fare a meno.

Inoltre, nel servizio andrà particolarmente evidenziato che oggi questa esigenza del “confronto” con gli altri si esprime anche e soprattutto attraverso nuovi strumenti: i social network a portata di mano dei giovani grazie ai modelli più recenti di smartphone (spesso motivo di discussione tra genitori e figli!)

 2^ fase. Che cosa significa costruire legami sociali nell’epoca della familiarità con il web?

Le risposte a questa domanda rappresentano l’apprendimento chiave del tema proposto. Il punto di vista che viene assunto è quello del prof. Alberto Pellai (medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Milano).

Il suo punto di vista può aiutare l’articolazione del servizio giornalistico che cerchi di dimostrare:

a)       il bisogno di socializzazione dei giovani.

  • La socializzazione diventa necessaria perché è solo attraverso l’incontro con gli altri che il giovane può “sganciarsi” dai legami protettivi (talora iperprotettivi) offerti o imposti dalla famiglia;
  • i genitori tendono a conservare non solo l’immagine, ma lo “status” di “cuccioli” di mamma e papà con riferimento ai giovani alti, grandi e robusti o fanciulle piuttosto emancipate;
  • gli adolescenti vogliono imparare a fare da soli, eventualmente in compagnia di coetanei.

Potrebbero risultare interessanti le interviste agli adolescenti (maschi e femmine) sulle “regole di vita” che i genitori hanno posto o pongono a loro. Esempio: orario di rientro serale, gli amici e le famiglie da frequentare, l’uso del denaro, l’acquisto del “telefonino” (ora strumenti ipertecnologizzati), comportamenti a rischio da prevenire in contesti extrafamiliari, il tempo trascorso davanti al computer, il controllo degli esiti scolastici, ecc. 

b)      “Sociali” o “Social”?

I dati raccolti da indagini della SIP (Società Italiana di Pediatria) in vari anni mettono in evidenza un aspetto fondamentale nel processo di cambiamento e nella costruzione delle relazioni interpersonali. Secondo il prof. Pellai colpiscono infatti la velocità e l’intensità con cui la vita dei ragazzi, nell’arco di un decennio, si è spostata dalla dimensione reale a quella on line, cambiando atteggiamenti e abitudini degli adolescenti, rivoluzionandone stili di comunicazione e di relazione.

Al riguardo sarebbe utile ricorrere ai dati statistici delle indagini (indicate nella bibliografia) per presentare tali cambiamenti, ad esempio:

  • nel 2000 solo il 5% degli adolescenti dichiarava di avere utilizzato almeno una volta Internet;
  • nel 2004 la percentuale era già salita al 57%;
  • nel 2014 il 100% degli adolescenti utilizzava Internet.

Quindi l’estrema familiarità con il mondo web ha comportato una crescente socializzazione all’interno di piattaforme digitali e attraverso “app” che permettono di mettersi in contatto contemporaneamente con un numero pressoché illimitato di persone.

Altri dati potrebbero essere presentati con riferimento agli “account” degli adolescenti su:

  • Whatsapp
  • Instagram
  • Facebook
  • altri tipi di account. 

c)       Aspetti positivi e negativi della socializzazione on line.

Il bisogno di socializzazione dell’adolescente, portato nel mondo web, consente ai ragazzi di rimanere in contatto in tempo reale senza più limitazioni geografiche o di tempo o di costi. I Social permettono di trasmettere l’immagine del proprio “qui e ora” a qualche amico/amica che si trova lontano; i Social permettono di ampliare il giro delle conoscenze, delle amicizie, sulla base di interessi, partecipazione a eventi, condivisione di passioni sportive o artistiche.

Proprio questa velocità di contatto e di accessibilità senza limiti ha comportato anche la presa di coscienza di molti aspetti negativi connessi alla socializzazione virtuale. Su questo punto si potrebbero predisporre dei video o delle foto o delle interviste registrate a ragazzi, insegnanti, genitori, rappresentanti della polizia postale o di associazioni di genitori che si impegnano in azioni di prevenzione di forme di cyberbullismo. Episodi gravi sono successi frequentemente. Si possono presentare dei dati che dimostrano la crescita nel tempo di vari aspetti negativi. Ma varrebbe la pena mostrare anche le azioni positive fatte in tanti contesti, scolastici e no, di prevenzione di tali fenomeni.

3^ fase.Mondo virtuale: rischi e opportunità

Chi si occupa dei giovani e della loro intensa socializzazione nel mondo on line sottolinea un rischio: il mondo virtuale si sta sostituendo a quello reale e tutto questo comporta una progressiva riduzione delle capacità dell’adolescente di costruire relazioni di amicizia, di cooperazione orientata a un obiettivo, di competizione qualora ci sia una sfida o una selezione.

Sarebbe interessante documentare le esperienze in cui giovani abituati a muoversi nel mondo web riescono anche ad affrontare competizioni varie (olimpiadi della matematica, della fisica: i certamina di latino e gli agòn) o esperienze di alternanza scuola lavoro nelle quali necessariamente devono sapersi relazionare, rispettare orari e regole di comportamento, rapportarsi con persone da loro non conosciute e con cui comunicare, lavorare, confrontarsi, valutare gli esiti e i processi a cui hanno partecipato nella realizzazione delle attività.

4^ fase. Dalla dimensione amicale individuale a quella di gruppo

La funzione dell’amico/a del cuore: secondo il prof. Pellai «l’esperienza dell’amico/a del cuore è una delle esperienze più formative e strutturanti in termini di acquisizione di competenze per la vita affettivo-relazionale. Questa esperienza risulta poi fondamentale nel momento in cui l’adolescente intende aprirsi alla dimensione del gruppo che si costituisce on line».

Il gruppo amicale on line è molto differente da quello reale.

«Il mondo on line è una dimensione di socializzazione dove non si rischia niente, dove si può (apparentemente) fingere di essere tutto e il contrario di tutto senza dover sostenere la sfida e il confronto che nella realtà risultano inevitabili».

In questo caso si potrebbero intervistare, sia in forma scritta che video, alcune ragazze e/o ragazzi che hanno provato a far parte di gruppi amicali costituiti on line o gruppi su whatsapp e far raccontare loro le analogie e/o differenze di esperienze rispetto a quelle del mondo reale.

 A cura di Piero Cattaneo - Docente a contratto presso Università cattolica del Sacro Cuore di Milano e Piacenza e Coordinatore didattico dei licei presso l’Istituto sociale di Torino

 

Bibliografia minima

La tematica proposta è stata approfondita facendo riferimento a:

Alberto Pellai, Iperconnessi e bisognosi di legami. Quali relazioni tra gli adolescenti di oggi?, in «Aggiornamenti Sociali», a. 1967 – dicembre 2016.

Riferimento all’indagine promossa dalla SIP (Società Italiana di Pediatria) 2014: Abitudini e Stili di vita degli adolescenti italiani, Indagine 2013-2014

Commento di M. Tucci (2014) generale “I like”. Commento all’indagine Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani della SIP.