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giovedì, 14 Settembre 2017 Professioni sanitarie: i test d’ingresso

Tra i corsi, il più ambito è quello di Fisioterapia ma sono pochissimi i posti a disposizione

È questo il momento più “caldo” per i test d’ingresso. Dopo Medicina, Architettura e Veterinaria, è stata la volta delle prove d’ammissione ai corsi di laurea per diventare fisioterapista, dietista, infermiere. Percorsi spesso alternativi, per chi tenta di entrare a Medicina. Così come l’Imat (International Medical Admission test): un test che nasce per consentire agli studenti stranieri di studiare Medicina in Italia ma che, di fatto, è diventato il piano B per gli aspiranti medici. Settemila i candidati, per 500 posti a disposizione nei 14 atenei che propongono l’insegnamento inglese.

Sono davvero pochi i posti messi a disposizione per i corsi delle professioni sanitarie. Nelle università sedi di concorso si sono presentati meno candidati degli anni precedenti (-2,7%); gli iscritti ai test erano circa 80.462, contro i 82.671 del 2016. Ma anche i posti messi a concorso sono in calo (-4,5%): 22.962 quelli banditi dalle 37 università statali, 24.069 se si aggiungono i 4 atenei privati (nel 2016 25.195). Non cambia invece è la probabilità di entrare nel corso desiderato: i più richiesti sono anche i meno accessibili. 
Secondo i calcoli effettuati da Skuola.net, ha meno chance chi sogna di diventare fisioterapista: 28.635 candidati per 2.020 posti, in pratica ce la farà solo 1 su 14. A Logopedia entrerà uno su dieci: 7.224 candidati per 720 posti. Appena meglio a ostetricia: 6.175 aspiranti matricole ma solo 690 posti (passerà quasi 1 su 9). Tantissimi candidati anche per Infermieristica (23.558, quasi un terzo del totale degli iscritti per tutti i corsi) ma qui il discorso è differente: i posti sono ben 14.450, dando a più di 1 candidato su 2 la garanzia del successo (il rapporto è 1,6). Mentre per Assistente sanitario ci sono più posti che iscritti: in media il rapporto tra posti e domande è di 0,6.

Le chance variano anche a seconda dell’università in cui ci si vuole immatricolare. Sempre il sito degli studenti ha esaminato 13 università rappresentative e le ha messe a confronto. Risulta che se entrare a Fisioterapia è già difficile di per sé, a Pisa, Torino e Modena-Reggio Emilia diventa un’impresa: nel primo caso (18 posti e 591 aspiranti) passerà appena 1 su 33, nel secondo (1226 persone per 42 posizioni) solo 1 su 29, nel terzo (695 candidati per 25 posti) circa 1 su 28. Stessa cosa per Logopedia: Modena-Reggio Emilia si conferma tra gli atenei meno accessibili (437 iscritti per 18 posti, con un rapporto di 1 successo ogni 24 tentativi); a Bari non va tanto meglio (377 studenti sempre per 18 posti, chance per solo 1 candidato su 21). E sempre a Modena-Reggio Emilia molto ostico è anche l’accesso a Dietistica: gli iscritti sono solo 336 ma a fronte di appena 9 posti; c’è spazio per 1 su 34.

Più fortunati coloro che tenteranno l’accesso a Tecniche Audiometriche alla Statale di Milano (0,6 la proporzione degli ingressi: 15 posti a bando per 9 candidati) e per chi vorrà frequentare Tecniche e prevenzione sui luoghi di lavoro a Catanzaro, Milano e Siena (in tutte e tre ci sono più posti che candidati); così come per chi si iscriverà a Tecniche Audioprotesiche a Padova. Da segnalare pure Infermieristica a Siena, che è l’ateneo più abbordabile per formarsi come infermiere, entra un candidato ogni 1,2.

Fonte corriere.it

 



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