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“Bulimia” di News e necessità di intermediazione: nuove responsabilità dei giornalisti

Il giornalismo e la rete: un quadro di cambiamento

L’ingresso dei media digitali nell’ecosistema mediale ha influenzato tanto il prodotto giornalistico quanto i ruoli, le identità professionali e le responsabilità dei giornalisti. Sono passati quasi 27 anni da quando Tim Berners-Lee ha reso il World Wide Web accessibile a tutti e, in questo tempo, la società è mutata a una velocità impensabile. I dati del Marzo 2018 dell’Audiweb Trends, sulla diffusione di internet in Italia, evidenziano che 42 milioni di Italiani hanno navigato sul web utilizzando diversi tipi di device. L’80% della popolazione utilizza internet per visitare siti e applicazioni delle categorie search, portali generalisti, servizi e strumenti online, social network e video. E, ad oggi, il 64% degli italiani che navigano su internet consultano le News.

Nel suo libro Dalla carta alla rete andata e ritorno Maurizio Boldrini evidenzia chiaramente che questi dati rilevano come il giornalismo abbia dovuto adattarsi ai cambiamenti realizzatisi partecipando, da un lato, alla cultura digitale (imperativo al quale è ormai impossibile sottrarsi nel nuovo ecosistema mediale) e difendendo, dall’altro, la propria posizione professionale, in una interrealtà, virtuale e reale, dove il contesto appare collassato e dove non si riconosce più una netta distinzione tra produttori e consumatori dell’informazione. Per riferirsi a questo concetto, viene utilizzato e condiviso il termine «prosumer» che unisce, dall’inglese, le parole produttore e consumatore di informazioni. In questo ambiente informativo, sempre più affollato di nuovi produttori e, contemporaneamente, di consumatori avidi di notizie, si assiste a una velocizzazione dei cicli di produzione e di consumo dell’informazione che richiede al giornalismo di aprirsi a nuove sfide, a volte complesse ma affascinanti, di continuo adattamento e ripensamento di ruolo.

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