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lunedì, 07 Gennaio 2019 Ilquotidianoinclasse.it: i temi dell'ottava settimana!

questa settimana si parla di esperienze scolastiche, di mestieri del futuro e di lingua "sbalconata"

Orsola Riva, per il Corriere della Sera, parla dell’esperienza scolastica fatta finora.

Le vacanze sono finite ed è tempo per di fare un piccolo bilancio sulla scorta di un’ indagine uscita poche settimane fa chiamata Alma Diploma. Questa indagine traccia il profilo dei diplomati e spiega come il gradimento nei confronti della scuola sia un po’ aumentato: circa l’’80% dei ragazzi dice che l’esperienza scolastica è stata positiva e promuove anche i professori. L’altro dato che merita una riflessione è quello sulla rivalutazione della scelta fatta: tornando indietro la rifareste? Un ragazzo su tre, ancora oggi, dice che tornando indietro alla fine della terza media non rifarebbe la scelta fatta. Spesso i ragazzi sono stati condizionati più ancora dai genitori che dai consigli dei professori e molti di loro sono pentiti della scelta. La domanda che la giornalista pone è la seguente: siete soddisfatti della scelta fatta quando eravate ancora molto giovani o vi siete pentiti? Più in generale, quale voto dareste alla vostra esperienza scolastica considerando il tempo a scuola, ma anche quello extra scolastico?

Luca Tremolada, per il Sole 24 Ore, parla dei dati e del mestiere del futuro.

Qualsiasi lavoro sceglierete tra qualche anno avrete a che fare con i dati, spiega il giornalista. In questi giorni sono usciti sui giornali i nuovi trend tecnologici e come avrete letto si parla insistentemente di intelligenza artificiale, di big data e di data science. Questo non vuol dire che tutti quanti studieremo matematica e tutti quanti diventeremo ingegneri, però quel che è certo è che anche una posizione come quella del giardiniere oppure quella dell’esperto di beni culturali avrà a che fare con informazioni che provengono da altri campi del sapere. Servirà sapere solo un po’ di matematica e conoscere cosa chiedere ai dati. Si avrà accesso a tantissimi dati e per questo sarà necessario trovare le informazioni giuste, informazioni che in passato non era certo possibile ottenere. Bisognerà trovare connessioni e capire che alcuni fenomeni sono in relazione tra loro. In questo caso la cosa importante è avere forti competenze nel proprio campo e capire cosa domandare ai dati. Queste sono le uniche cose chiare che sappiamo sul mestiere del futuro. Mai come in questi anni il mestiere del futuro è qualcosa che non si è ancora capito. Si ha chiara una direzione e si ha chiaro che rispetto al passato serviranno nuove competenze. Il futuro è vicino, straordinariamente interessante, basta avere la curiosità per affrontare le nuove sfide. Cosa ne pensate?

 Marcella Cocchi, per il Quotidiano Nazionale, parla della lingua sbalconata.

Generazione che vai, gergo che trovi: gli studenti di scienze della comunicazione della LUMSA hanno raccolto ben 500 parole e locuzioni nuove, originali, della lingua italiana. La nostra lingua cambia continuamente e nel glossario scritto dagli studenti si trovano parole di tutti i tipi: abbreviazioni come “omv” che significa sto arrivando, a parole che derivano da lingue straniere come il verbo “drinkare” o ancora parole prese dal dialetto “piottare”. Il tratto distintivo di tutti questi nuovi vocaboli lo svela un linguista, Michele Cortellazzo, che parla di concisione nell’esprimersi e colloquialità come caratteristiche della comunicazione digitata. La generazione Z, nata con internet nella culla, è la generazione a cui appartenete anche voi e per questo la giornalista vi chiede: come definireste la vostra generazione? C’è una caratteristica che gli attribuireste?



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