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lunedì, 25 Marzo 2019 Ilquotidianoinclasse.it: i temi della diciannovesima settimana!

Questa settimana si parla del terrapiattismo, dell'intelligenza artificiale e del "calcio follia"

Orsola Rivaper il Corriere della Sera parte da un recentissimo fatto di cronaca che ha visto protagoniste quattro persone sull’intercity Milano-Ventimiglia. Alla richiesta del controllore di mostrare il biglietto rispondono di non averlo perché sono terrappiattisti, cioè credono che la terra sia piatta e non un globo, e per questo al di fuori di qualsiasi giurisdizione planetaria. I quattro, dopo una lunga discussione e l’intervento della PolFer, vengono finalmente portati in caserma e denunciati per interruzione di pubblico servizio. La notizia è rimbalzata su tutti i giornali e anche se può sembrare una provocazione, non lo è. Il movimento dei terrapiattisti esiste e nel mondo c’è ancora chi è convinto che la terra sia piatta e che non crede che la terra ruoti attorno al Sole. Movimenti anti scientisti come il terrapiattismo si stanno moltiplicando ovunque, specialemente negli Stati Uniti: i neo creazionisti contro il darwinismo e molti altri. La gente sembra essere sempre di più diffidente nei confronti della scienza e degli scienziati, basti pensare al movimento anti vaccini. Partendo da questo fatto di cronaca la giornalista chiede di fare una riflessione sulla scienza e sul rapporto che i ragazzi hanno con questa disciplina. Vi fidate dei medici? Dei meteorologi? O c’è una parte di voi che è diffidente nei confronti della scienza?

Luca Tremolada, per il Sole 24 Ore parte invece dalla strage in Nuova Zelanda del 15 marzo scorso. il giornalista vuole attirare l'attenzione su due temi importanti. Il primo sono le armi. La Nuova Zelanda sta cambiando la propria legislazione in materia di detenzione di armi e una ricerca de Il Sole 24Ore mostra una correlazione tra la diffusione di stragi e facilità di avere accesso a un’arma. Il secondo aspetto invece è legato alle immagini e al modo in cui vengono comunicati questi eventi drammatici. Facebook ha cancellato quasi immediatamente 1,5 milioni di immagini che ritraevano il luogo della strage. Allo studio nuove tecnologie con l’obiettivo di evitare che tragedie come queste diventino virali sui social, tra queste l’intelligenza elettronica utile anche nel caso di reati come il “revenge porno”. Il giornalista vorrebbe sapere: abbiamo davvero bisogno dell’intelligenza artificiale per individuare queste immagini? Cosa ne pensate? Credete che i social debbano o meno pubblicare queste immagini? Serve una nuova legge o più tecnologia per arginare queste condotte?

Marcella Cocchi, per Quotidiano Nazionale parla invece del calcio follia. Non il calcio dei campionissimi, Champions League, serie A eccetera, ma del calcio delle domeniche ai campetti. Numerosi fatti di cronaca riportano infatti episodi di razzismo proprio nei campi di provincia o di periferia, protagonisti giovanissimi calciatori. A Savona per esempio il baby portiere di origini cubane è stato insultato da un gruppo di ragazzi presenti sugli spalti e la partita viene sospesa. Altra notizia arriva da Firenze. Scoppia una rissa tra i genitori di due dei giovani calciatori in campo e anche qui la partita viene sospesa. Beppe Bergomi, storico capitano dell’Inter intervistato dal giornalista di Qn, racconta la sua esperienza dai campetti al Campionato del Mondo e ammette che a nessuno sarebbe mai venuto in mente di insultare un calciatore per il colore della sua pelle e riconosce la responsabilità dei genitori per le degenerazioni dei nostri giorni. La giornalista chiede: a voi sono mai successi degli episodi di questo tipo, intolleranza o razzismo al di fuori dei campetti sportivi di qualsiasi sport?



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