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lunedì, 29 Aprile 2019 Ilquotidianoinclasse.it: i temi della ventiquattresima settimana!

Si parla di esperienze scolastiche, e non solo, degli Avengers Endgame e dei tempi lavorativi

Orsola Riva de Il Corriere della Sera con il pretesto della conclusione dell’ultimo dei lunghi ponti, ricorda che l’anno scolastico è ormai agli sgoccioli e chiede quali ricordi si porteranno nel cuore di quest’anno di esperienze.
È il momento di stringere i denti per il rush finale. Mancano infatti 6 settimane alla fine della scuola e all’inizio delle vacanze. La giornalista non vi chiede un bilancio del vostro rendimento o una panoramica dei vostri voti, ma vorrebbe da parte vostra una riflessione, a prescindere dallo studio dei mesi passati e dalle materie che ancora “vacillano”. Avete due scelte. Potete raccontare un evento legato alla vostra vita a scuola, ma non prettamente scolastico, che vi ha segnato particolarmente o che vi abbia insegnato qualcosa di importante. Oppure, se c’è stato, potete fare un racconto o una riflessione su un momento particolarmente difficile che si è svolto in classe durante questo anno, con i compagni o con i docenti, sia esso un litigio o un’incomprensione. Insomma quale episodio, positivo o negativo che sia, vi ha fatto crescere o ha cambiato le vostre prospettive o il vostro modo di vedere le cose?

Luca Tremolada de Il Sole 24Ore parla di Avengers Endgame di cui sicuramente tutti voi avrete già sentito parlare. L’universo cinematografico della Marvel conta ormai 10 anni di produzione, 23 film, 3 miliardi spesi per la produzione e ben 19 miliardi di dollari di incassi al botteghino. Arriva nelle sale cinematografiche il capitolo conclusivo della saga dei vendicatori che ha riscosso in pochi giorni un successo mondiale che gli è valso il titolo di “Guerre Stellari” delle nuove generazioni. Avengers Endgame è il pretesto per parlare, oltre che dei numeri “mostruosi” raggiunti dalle produzioni Marvel, anche del fenomeno di cultura pop. Da un fumetto, da una produzione cartacea si è arrivati fino al grande schermo. Questo mondo, ossia quello dei fumetti, non è certo considerato “cultura alta”, ma è possibile comunque analizzarlo con gli stessi strumenti. Ci sono viaggi nel tempo, eroi e anti eroi, eroi che muoiono e altri che ritornano. Sarebbe interessante analizzare questo modo anche dal punto di vista letterario. È un provocazione, ma solo fino a un certo punto. Proviamo a ragionare su quello che resterà tra 10 anni di queste grandi opere commerciali, di matrice certamente americana e mainstream. La cosa interessante è che considerata la loro natura pop parlano però della cultura odierna, della contemporaneità e raccontano una parte dell’immaginario collettivo di questa generazione.

Marcella Cocchi di Quotidiano.net parla di lavoro o meglio di un interrogativo che spesso ci si pone: ma è vero che bisognerebbe lavorare sì tutti ma meno in termini di tempo?
Si parte da un’idea grillina nata all’interno del Governo per fare in modo che si lavori con un orario ridotto permettendo a più persone di lavorare. Non è detto che questa idea si trasformi in un progetto di legge, ma questa iniziativa offre lo spunto per una riflessione. Il concetto non è nuovo. L’idea del lavorare di meno ma tutti era già cruciale nel Sessantotto che aveva sposato la teoria della decrescita di Serge Latouche. Ci sono molte aziende che stanno già applicando questo principio, come per esempio Lomborghini, marchio famosissimo di auto sportive. Gli operai messi davanti alla scelta tra l’aumento dello stipendio o maggior tempo libero, hanno scelto di avere più tempo. In Francia esiste la settimana di 35 ore lavorative, in Germania la settimana breve, anche se parliamo di economie completamente diverse dalla nostra. Voi che cosa ne pensate? Siete ancora studenti, ma sarebbe bene interrogarsi da subito sul mondo del lavoro.



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