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lunedì, 06 Maggio 2019 Ilquotidianoinclasse.it: i temi della venticinquesima settimana!

Si parla di educazione civica a scuola, del valore della privacy e delle bufale dei social network

Orsola Riva de Il Corriere della Sera parla della nuova legge, recentemente approvata, che prevede l’introduzione dell’Educazione Civica come nuova materia per le scuole elementari, medie e superiori.
Erano tantissimi anni che l’educazione civica era sparita dai programmi scolastici. Era stata introdotta alla fine degli anni ’50 da Aldo Moro allora Ministro dell’Istruzione e poi in seguito era stata ristretta solo alle scuole medie. La novità del prossimo anno scolastico sarà proprio questa: l’introduzione della nuova disciplina con tanto di voto in pagella. A differenza delle altre materie non avrà però un’ora dedicata. È stato quindi scelto di non assegnarle un’ora all’interno del programma scolastico né di sottrarre un’ora ad altre materie. Sarà palleggiata tra i professori delle diverse materie con un monte ore annuo minimo di 33 ore, all’incirca un’ora alla settimana. Tra gli emendamenti approvati all’ultimo, vi è stata anche l’abolizione di una norma che risaliva allo Statuto Regio del 1928 e che prevedeva  per i bambini delle elementari delle punizioni in caso di cattiva condotta, norma ormai non considerata più in linea con i principi della pedagogia da più di un secolo e che sana una situazione trascinatasi da tempo. Un emendamento che invece non è passato è quello che prevedeva l’inserimento dell’educazione all’affettività e alla parità di genere tra le tantissime materie che verranno studiate sotto il cappello dell’Educazione Civica. La giornalista vorrebbe quindi sapere  che cosa ne pensano gli studenti di questa mancanza. È possibile secondo voi che quando finalmente si approva una legge sull’insegnamento di una disciplina così importante come l’Educazione Civica si decida poi di non dedicare uno spazio a un aspetto importante come l’educazione all’affettività e alla parità di genere?

 

Luca Tremolada de Il Sole 24Ore nel proporre il tema di questa settimana parla di un episodio recente che ha visto protagonisti i “riders” i ragazzi in bicicletta addetti alle consegne del cibo a casa. I riders hanno stilato una black list dei nomi dei vip che non danno le mance. Come potrete immaginare è successo di tutto: è stata tirata in ballo la violazione della privacy, l’obbligatorietà o meno del riconoscere la mancia e chi più ne ha più ne metta. Sempre a proposito di privacy il giornalista vi racconta un altro episodio recente che questa volta ha visto però protagonista Marc Zuckerberg il fondatore del social network più famoso al mondo: Facebook. Pochi giorni fa Zuckerberg si è presentato alla stampa con una scritta alle spalle che recitava “il futuro è privato”. Parliamo dello stesso Zuckerberg che nel 2010 aveva detto che la privacy era morta. Le due notizie, apparentemente scollegate, ci dicono molto su un tema di grandissima attualità: la privacy. Siete d’accordo con Mark Zuckerberg nel sostenere che la privacy sia diventata un bene centrale, da proteggere e che sono finiti i tempi della condivisione, delle “scatole trasparenti” e che tutti sappiano tutto di tutti? Siete d’accordo con i riders che si sentono in diritto di pubblicare sui social la lista di nomi dei famosi che malgrado gli alti guadagni si rifiutano di dare la mancia? Oppure, vi provoca il giornalista, pensate di essere voi l’origine di questo fenomeno che con un “mi piace”, una condivisione o una visualizzazione date segnali e indicazioni chiare di come devono essere fatte queste “scatole” o di quanto trasparenti debbano essere? La privacy è chiaramente lo spirito dei tempi, tema centrale di questo momento storico. Come la considerano gli studenti: qualcosa da proteggere o un bene negoziabile?

Marcella Cocchi di Quotidiano.net questa settimana parla invece di “bufale” e delle tante fake news che circolano sui social network. Per farlo parte dal divertentissimo monologo di Maurizio Crozza su Ebbw Vale, la città gallese famosa fino agli anni ’80 per le sue miniere di carbone. Dopo la chiusura dei giacimenti minerari la cittadina attraversò degli anni di depressione, ma gli anni successivi per agevolare la sua ripresa la Comunità Europea erogò numerosi fondi per costruire diverse opere: la ferrovia, un campo sportivo, un college e una stazione. Veniamo ai nostri giorni e al famoso referendum sulla Brexit. A Ebbw Vale il 62% degli aventi diritto di voto ha detto sì all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Il comico ligure nel commentare questa vicenda sottolinea sarcasticamente “ma come? È come se gli Ebrei dopo aver attraversato il Mar Rosso avessero mandato a cagare Mosè per idolatrare il Dio Rongo dei Maori?”. Crozza racconta di Ebbw Vale facendo riferimento a una giornalista inglese che ha studiato questo caso scoprendo che i cittadini del centro gallese dicevano che l’Unione Europea non aveva fatto niente per loro. Alla domanda su dove avessero preso queste informazioni, la risposta degli intervistati era sempre la stessa: Facebook. Facebook è solo uno dei “luoghi digitali” in cui si annidano false informazioni non controllate. A un mese dalle elezioni europee Google, Facebook e Twitter si sono impegnati a tentare di arginare il fenomeno dei troll e delle fake news, tanto che nei primi tre mesi dell’anno Google ha bloccato, solo in Italia, 11.717 account che hanno fornito false informazioni sulla propria identità, che hanno pubblicato annunci fasulli o pubblicato fake news. La giornalista vorrebbe sapere: che cosa ne pensano gli studenti delle false notizie che circolano su Internet?



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