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lunedì, 08 Luglio 2019 Condotta a scuola

I 5 in condotta non devono essere o diventare una punizione: a deciderlo è stato il Tar

A parlarne è un articolo dell'edizione online del corriere.it che riporta il caso di un ragazzo di quarta superiore che aveva avuto 5 nel primo trimestre perché "non aveva partecipato in maniera positiva e costante al dialogo formativo scolastico", una motivazione che i giudici non hanno ritenuto sufficiente.

Questo 5 in condotta in realtà risale a qualche anno fa.. 

Sono passati quasi nove anni ma, con il provvedimento pubblicato il 3 luglio scorso dalla sezione terza bis del Tar del Lazio, i genitori di un giovane oggi 26enne che al tempo della quarta superiore aveva preso 5 in condotta nella pagella del primo trimestre hanno ottenuto la cancellazione - definitiva per quanto tardiva di quella macchia nel percorso scolastico del figlio. Si trattava solo di un giudizio intermedio non dello scrutinio finale, dove l’insufficienza in condotta comporta automaticamente la bocciatura ma la cosa non era andata proprio giù.

Il giudice, come riporta l'articolo del Corriere, ha stabilito che "il voto negativo in condotta non può costituire esso stesso una sanzione ma deve costituire la conseguenza di precedenti misure sanzionatorie". Detto altrimenti all’alunno devono essere dati precedentemente degli avvertimenti (note disciplinari, sospensioni da scuola) che lo mettano sull’avviso dandogli la possibilità di correggere il proprio operato, quindi il 5 in condotta non può essere dato come punizione a meno che l’alunno non sia già stato punito in precedenza e per ragioni di particolare gravità.

Fonte corriere.it

 

 



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