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Futur-E

Future-e (https://corporate.enel.it/it/Futur-e) è un progetto di ENEL per supportare la transizione del Gruppo (e dei sistemi territoriali in cui sono inseriti i suoi impianti) verso un modello di economia circolare e di innovazione tecnologica. Lanciato nel 2015, il progetto ha il proprio fulcro nella dismissione e rigenerazione di 23 centrali termoelettriche italiane e un’ex-miniera, ripensandole come luoghi di cultura, di arte ̶ sul modello della Tate Gallery ̶ e di memoria industriale facendoli diventare poli attrattivi e di riferimento per le comunità dei territori dove sono localizzate.

In Italia è in corso una profonda trasformazione dell’intero sistema energetico. Nel corso degli ultimi anni i consumi delle attività industriali si sono ridotti, diventando più efficienti, e nel contempo il ruolo delle fonti rinnovabili è cresciuto, la sensibilità ambientale è sempre più diffusa e le dinamiche che regolano il mercato stanno aprendo nuovi orizzonti.  Sino a pochi anni fa, poche grandi centrali producevano energia per tutto il Paese. Oggi piccoli impianti, rinnovabili, diffusi lungo tutta la penisola, stanno dando forma a un nuovo modello più distribuito di generazione nel quale l’energia pulita ha un ruolo crescente.

In questo nuovo scenario, alcuni impianti termoelettrici hanno esaurito il proprio ruolo o stanno per farlo. Ma, dagli Stati Uniti alla Cina, passando dall’Inghilterra o dall’Italia, nel mondo ci sono tanti esempi di centrali termoelettriche e impianti industriali che hanno iniziato una nuova vita attraverso progetti di riconversione. I tanti casi di successo che arrivano da tutto il mondo documentano che la trasformazione dello scenario energetico con l’affermazione delle rinnovabili, delle smart grid e di modelli di sviluppo sostenibili, non condanna all’oblio gli impianti legati al vecchio paradigma e i territori a essi circostanti. Grazie alla creatività, all’ascolto dei bisogni dei cittadini e all’apertura a nuove idee, impianti obsoleti e spesso fuori servizio sono diventati occasioni di sviluppo per il territorio, mantenendone la vocazione industriale o riconvertendoli in musei d'arte, centri polifunzionali o spazi ricreativi e culturali.

 

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