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Musica e Spettacolo - ed. 2019/2020

L’articolo <<Musica popolare, al via la prima edizione di "Antillo Folk Fest">> della Gazzetta del Sud fa venire voglia di essere stata lì, nel piccolo comune della valle d'Agrò, dove si sono incontrate tradizione e innovazione della musica popolare.

La rassegna è cominciata con la rappresentazione della tradizionale mietitura del grano, “A pisatura”.

Spesso le musiche popolari rappresentano questa attività perché, dovendo finire in pochi giorni, richiedeva tantissima manodopera, e, a volte, interi villaggi si spostavano in prossimità dei campi notte e giorno. Si creavano così occasioni di condividere canto, musica e ballo, sia per allietare la giornata durante il duro lavoro, che nella sera per riunirsi tutti insieme in momenti di convivialità.

Ci sono connessioni tra gli usi e i costumi tradizionali di questa attività e la pizzica. Quest’ultima è una danza molto vivace, a suon di tamburello, le cui origini sono associate al tarantismo, cioè delle convulsioni isteriche che le credenze popolari attribuivano al morso della tarantola (ragno). I campi costituivano un probabile scenario in cui questo avveniva.

Veniva utilizzato un ballo scatenato con una musica frenetica per "esorcizzare" le donne tarantolate e guarirle dal loro male con lo sfogo energetico e fisico, attraverso il movimento e il sudore. Il ballo e la musica, che duravano anche giorni interi, costituivano un elemento di aggregazione intorno alla donna, esercitando così una vera e proprio terapia, oltre al ballo della tarantolata. Dopo la guarigione, si continuava in un ballo d’amore, il ballo della pizzica, in cui la donna sceglieva i pretendenti attraverso il lancio del foulard con cui li invitava a ballare, di volta in volta.

 
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