imagihttps://osservatorionline.it/media///2019/03/giornale-sicilia.png

Aspettative di vita

Gli ultimi dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico pongono l’Italia ai primi posti per longevità, a livello globale, dopo Giappone, Svizzera e Spagna, con un’aspettativa di vita alla nascita (80,8 per gli uomini e 85,2 per le donne nel 2017) largamente superiore rispetto alla media mondiale (72,6 anni in media nel 2019 secondo il documento delle Nazioni Unite “World Population Prospects”) e europea (78,3 anni per gli uomini e 83,5 anni per le donne). Il dato demografico è rilevante perché corrisponde alla durata media della vita stimata per un neonato di un determinato Paese, ipotizzando che il tasso di mortalità registrato nello stesso anno nello stesso Paese non si modifichi nel tempo. Il confronto dei dati ottenuti nel corso degli anni permette, per esempio, di affermare che lo stato di salute complessivo è in progressivo miglioramento, in media, nel mondo e consente di prevedere che sia destinato a crescere ulteriormente da qui al 2050.

In questo contesto favorevole l’Italia continua comunque a distinguersi, come confermano i dati emersi dal Global Burden of Disease, una raccolta di informazioni sulla salute e i suoi determinanti, condotta in 195 Paesi da più di 3500 ricercatori: l’aspettativa di vita alla nascita della popolazione italiana è aumentata di 5 anni per le donne e di 7 anni circa per gli uomini dal 1990, superando abbondantemente le attese (nel 1990 si stimava di poter raggiungere gli 81,3 e 74,6 anni per donne e uomini, rispettivamente). Tale aumento sembra in relazione soprattutto con la riduzione del tasso di mortalità per cause cardiovascolari registrata negli ultimi decenni, evidenziata nel report pubblicato nel 2014 dall'OMS1

 

CLICCA QUI PER SCARICARE E STAMPARE LA SCHEDA COMPLETA